Strategia e lavori per la risorsa idrica nella provincia
Marche Multiservizi ha illustrato il piano di potenziamento per il sistema idrico della provincia di Pesaro e Urbino, con un intervento immediato sul potabilizzatore di San Francesco e proposte per soluzioni a lungo termine volte a trattenere l'acqua piovana sul territorio. L'amministratore delegato Mauro Tiviroli ha collegato le scelte tecniche all'attuale contesto climatico, definito dall'Autorità di Bacino come di «severità idrica media», la condizione più critica nelle Marche.
"Se continuiamo a pensare come vent'anni fa, oggi rischiamo di morire. L'uomo deve usare la sua intelligenza per adattarsi al nuovo contesto"
Nel breve periodo l'azienda ha intercettato risorse per accelerare gli interventi: negli ultimi due anni sono arrivati complessivamente 50 milioni di euro a fondo perduto da PNRR e da programmi nazionali (PNIISS/SFNIISS), e l'ultimo finanziamento segnalato è di 3,2 milioni di euro. Fra le opere annunciate figura il raddoppio del potabilizzatore di San Francesco e la realizzazione di una nuova vasca da 4 milioni, finalizzata ad aumentare la capacità di stoccaggio e la resilienza dell'impianto.
Perché trattenere l'acqua è considerato prioritario
Tiviroli ha portato numeri per spiegare la dimensione del fenomeno: nel territorio provinciale cadono circa 1,8 miliardi di metri cubi d'acqua all'anno, di cui il 60% evapora, una parte si infiltra e circa il 20% scorre verso il mare, equivalente a quasi 400 milioni di metri cubi persi. L'ipotesi avanzata è che trattenere anche il 10% di questo flusso, tramite invasi artificiali, potrebbe rappresentare una risorsa significativa per uso idrico e irriguo.
- Obiettivo immediato: potenziare San Francesco con il raddoppio del potabilizzatore e una vasca aggiuntiva.
- Obiettivo medio-lungo: studi di fattibilità per individuare siti idonei a invasi artificiali.
- Fonti di finanziamento: PNRR e programmi nazionali, con 50 milioni già ottenuti e 3,2 milioni di recente finanziamento.
Impatto sul servizio e sulla comunità
Il potenziamento dell'impianto e la maggiore capacità di accumulo puntano a ridurre la dipendenza da approvvigionamenti mobili, come le autobotti, e a migliorare la sicurezza d'uso durante periodi di siccità o eventi estremi. Tiviroli ha richiamato anche l'uso del sistema del Burano, suggerendo che la risorsa venga indirizzata verso l'entroterra per evitare "l'assurdità di 12 autobotti al giorno" in certe aree.
| Dato | Valore |
|---|---|
| Precipitazione annua totale (provincia) | 1,8 miliardi m³ |
| Percentuale che evapora | 60% |
| Percentuale che finisce in mare | 20% (~400 milioni m³) |
| Fondi raccolti (ultimi 2 anni) | 50 milioni € |
| Ultimo finanziamento segnalato | 3,2 milioni € |
| Investimento per nuova vasca | 4 milioni € |
Il progetto di un invaso artificiale, oltre a garantire scorte d'acqua per uso idrico e irriguo, è stato presentato come un intervento con potenziali ricadute positive su biodiversità, turismo, indotto economico e produzione di energia. Tuttavia, Tiviroli ha sottolineato la necessità di affidarsi a una società di ingegneria per condurre studi approfonditi e individuare, entro un paio d'anni, i siti più idonei all'interno della provincia.
Per i residenti della provincia la notizia significa che, nelle prossime stagioni, potrebbero essere visibili cantieri e lavori finalizzati al miglioramento dell'affidabilità della rete idrica. Restano da definire tempi precisi, iter autorizzativi e il calendario delle opere, che richiederanno il coordinamento tra l'azienda, enti locali e autorità di bacino.