Allarme acqua: le proposte dell’ad di Mms per la provincia
La provincia di Pesaro e Urbino è al centro di un allarme idrico che, secondo l’ultimo bollettino dell’Autorità di Bacino distrettuale dell'Appennino centrale, presenta la situazione più critica nelle Marche con una «severità idrica media». Dalla società Mms, che gestisce acquedotti e impianti, l’amministratore delegato Mauro Tiviroli indica misure concrete e un percorso temporale che va dal breve al lungo periodo per garantire la continuità del servizio idrico.
Tiviroli sottolinea che interventi come il raddoppio del potabilizzatore di San Francesco e la riduzione delle perdite nella rete sono passi utili, ma non sufficienti senza scelte strutturali più ampie. Mms sta cercando fondi per opere di rete: al momento sono citati 50 milioni destinati ad acquedotto e impianti.
"Pozzo del Burano collegato alla rete idrica per l'entroterra. E pulizia degli invasi per la costa. E nel lungo periodo va creato un bacino sul modello Ridracoli"
Tra le criticità concrete, l’ad evidenzia la pressione sulle forniture dell’entroterra: ogni giorno circolano 12-13 autobotti per portare acqua dove le sorgenti non bastano. Il quadro è aggravato da un trend delle sorgenti: in 13 anni si sarebbe registrata una regressione del 30%, con la previsione — se la situazione non cambia — che molte fonti possano spegnersi nel giro di 20-25 anni.
Le proposte operative suggerite da Tiviroli e in parte già perseguite da Mms riguardano tre direttrici principali:
- Interconnessioni locali: collegare il pozzo del Burano alla rete per garantire approvvigionamento all'entroterra;
- Manutenzione degli invasi: pulizia e adeguamento degli invasi costieri per aumentare la capacità di accumulo;
- Progetto a lungo termine: valutare la realizzazione di un bacino di grandi dimensioni, sul modello del serbatoio di Ridracoli, per aumentare la resilienza idrica regionale.
Tiviroli ha richiamato le responsabilità istituzionali: Mms può proporre soluzioni tecniche e finanziare progetti, ma spetta a Ambito e Regione assumere le decisioni politiche e programmatorie necessarie, tenendo conto dell’impatto sui costi per gli utenti.
| Voce | Dato |
|---|---|
| Fondi citati | 50 milioni |
| Autobotti giornaliere (entroterra) | 12-13 |
| Regressione sorgenti (ultimi 13 anni) | 30% |
| Tempo stimato prima di spegnimento fonti | 20-25 anni |
Per i cittadini del territorio le implicazioni sono concrete: possibili nuove opere, cantieri e interventi manutentivi; scenari di razionamento nei periodi più critici; e, sul fronte economico, la necessità di valutare l’impatto degli investimenti sulle bollette. Mms avverte che senza «scelte strutturali importanti, efficaci ed efficienti» i costi ricadranno sulle utenze.
Nei prossimi mesi la partita si giocherà sulla rapidità delle decisioni politiche e sulla capacità di reperire ulteriori finanziamenti. Sul tavolo rimangono aperte le interlocuzioni tra Mms, Autorità di Bacino, Ambito e Regione, con l’obiettivo di definire un piano che coniughi sostenibilità idrica e sostenibilità economica per i residenti della provincia.