Denuncia su reti fognarie e risorse comunitarie
Quattro agglomerati della provincia di Pesaro e Urbino risultano ancora non conformi alle norme sulle reti fognarie, con possibili conseguenze ambientali ed economiche per i territori interessati. La situazione è stata portata all'attenzione pubblica oggi a Pesaro da Pia Perricci, rappresentante locale di Futuro Nazionale, che in conferenza stampa ha illustrato lo stato degli impianti e il presunto mancato utilizzo di risorse.
Secondo la ricostruzione fornita da Perricci, i centri interessati sono Montecchio, Orciano, San Costanzo e Gallo, che «non sono in regola con quelli che vengono chiamati valori F4, F5 e F6». La mancata conformità avrebbe comportato la perdita di incentivi destinati al gestore del servizio idrico e avrebbe impedito l'impiego di fondi comunitari disponibili.
«Con una delibera del maggio 2026 abbiamo potuto accertare che la Provincia di Pesaro e Urbino, Marche Multiservizi e quindi Ato 1 hanno perso tantissimi soldi, incentivi che andavano al gestore»
Perricci ha richiamato anche il precedente iter di adeguamento seguito da altri centri della provincia, ricordando che Pesaro e Urbino si erano messe in regola nel 2023, a quasi un decennio dalla prima sentenza della Corte di Giustizia europea del 2014 che aveva sanzionato l'Italia per carenze simili. La rappresentante di Futuro Nazionale ha indicato la presenza di programmi europei con fondi rilevanti, citando bandi «per oltre 600 milioni di euro» volti alla regolarizzazione delle reti fognarie.
Impatto ambientale e gestione delle acque piovane
Uno degli aspetti richiamati dalla denuncia riguarda il deflusso delle acque meteoriche, che secondo la ricostruzione non vengono adeguatamente trattate e finiscono «direttamente nei fiumi e nei mari senza essere filtrate e senza essere pulite». Questo, sostiene Perricci, comporta non solo un problema di inquinamento, ma può anche incidere su fenomeni locali quali gli ingorghi nel porto di Pesaro.
Dal punto di vista pratico, la mancanza di conformità rispetto ai parametri di qualità degli scarichi può avere ricadute sui cittadini attraverso effetti sull'ambiente, potenziali sanzioni e conseguenze economiche legate a incentivi non ricevuti. Sempre secondo la portavoce di Futuro Nazionale, la perdita stimata per il periodo preso in esame ammonterebbe a quasi 4 milioni di euro, una cifra che viene paragonata all'incremento delle tariffe idriche registrato nel 2024.
Cosa serve sul territorio
La denuncia solleva una serie di questioni operative e istituzionali: verifiche tecniche sugli impianti fognari interessati, accertamento delle responsabilità amministrative, e valutazione delle opportunità di accedere ai finanziamenti europei citati. Per i residenti interessa soprattutto sapere quali interventi saranno messi in atto, chi dovrà finanziarli e in che tempi si potrà arrivare alla conformità richiesta.
- Comuni interessati: Montecchio, Orciano, San Costanzo, Gallo
- Problemi segnalati: non conformità ai valori F4–F6; scarico di acque piovane non trattate
- Conseguenze economiche denunciate: perdita di incentivi e risorse, stimata in quasi 4 milioni
Tabella di sintesi
| Agglomerato | Stato |
|---|---|
| Montecchio | Non in regola (valori F4–F6) |
| Orciano | Non in regola (valori F4–F6) |
| San Costanzo | Non in regola (valori F4–F6) |
| Gallo | Non in regola (valori F4–F6) |
Al momento la denuncia è stata formulata da un esponente politico locale. Sarà necessario attendere un riscontro ufficiale da parte della Provincia di Pesaro e Urbino, di Marche Multiservizi e di Ato 1 per conoscere i dettagli tecnici e amministrativi, l'eventuale ammontare effettivo dei danni economici e le misure che si intenderanno adottare per mettere in regola gli agglomerati interessati.