Artigianato regionale: primato consolidato ma sofferenza nelle imprese
Le Marche mantengono una presenza dell'artigianato nel tessuto produttivo nettamente superiore alla media nazionale: su 131.025 imprese registrate nella regione, 37.810 sono artigiane, pari al 28,86% del totale, contro la media italiana del 21,05%. Nonostante questo ruolo centrale, l'ultimo triennio ha segnato una contrazione significativa del comparto.
Secondo l'analisi del Centro Studi della Cna Marche, basata su dati Istat, Camera di Commercio ed Ebam, le Marche hanno perso complessivamente 1.733 attività artigiane negli ultimi 36 mesi, una diminuzione del 4,38%. Il fenomeno non è omogeneo sul territorio: la provincia di Pesaro e Urbino è risultata la più colpita per numero di cessazioni.
Pesaro e Urbino davanti per chiusure
Nel confronto provinciale la densità di imprese artigiane è variata: Fermo guida la classifica per incidenza con il 32,1%, seguita da Pesaro e Urbino con il 29,7%. Tuttavia è proprio la provincia pesarese a registrare la maggiore emorragia di attività: 782 imprese in meno, una flessione pari all'8% e corrispondente a circa il 45% delle cessazioni regionali.
- Fermo: incidenza artigiana 32,1% (332 chiusure)
- Pesaro e Urbino: incidenza 29,7% (782 chiusure)
- Macerata: incidenza 29,0% (207 chiusure)
- Ancona: incidenza 28,3% (296 chiusure)
- Ascoli Piceno: incidenza 26,3% (116 chiusure)
| Provincia | Incidenza artigiana | Chiusure segnate |
|---|---|---|
| Fermo | 32,1% | 332 |
| Pesaro e Urbino | 29,7% | 782 |
| Macerata | 29,0% | 207 |
| Ancona | 28,3% | 296 |
| Ascoli Piceno | 26,3% | 116 |
Cause e rischi per il territorio
Gli esperti di categoria indicano diversi elementi strutturali alla base della riduzione del numero di imprese: il mancato ricambio generazionale, la difficoltà a reperire manodopera specializzata nei mestieri tecnici, l'aumento dei costi energetici e delle materie prime e le complicazioni legate alla digitalizzazione delle attività. Questi fattori, secondo rappresentanti di Cna Marche, mettono a rischio la sopravvivenza di imprese sane che però non trovano successori o risorse per adeguarsi.
Dal punto di vista occupazionale, il settore resta comunque rilevante: le aziende artigiane con dipendenti rappresentano il 33,1% del totale regionale delle imprese e impiegano il 22,2% degli addetti complessivi. Tuttavia la perdita di attività implica un impatto diretto su occupazione e servizi nelle aree più colpite, con possibili ricadute anche sull'indotto.
Cosa significa per cittadini e imprenditori locali
Per gli operatori della provincia di Pesaro e Urbino i dati segnalano un'emergenza che richiede interventi mirati: favorire il passaggio generazionale, incentivare la formazione tecnica e professionale, sostenere l'adeguamento energetico e digitale delle botteghe. Sul piano pratico, le istituzioni locali e le associazioni di categoria sono chiamate a coordinare misure che rendano più semplice la continuità d'impresa e l'accesso a strumenti di modernizzazione.
La situazione solleva interrogativi sulle politiche territoriali per il lavoro e la formazione tecnica: la capacità di trattenere e attrarre giovani nelle professioni artigiane sarà determinante per arginare il trend in corso e preservare il ruolo che il comparto riveste nell'economia regionale.
Per la comunità locale, la sfida è duplice: mantenere viva l'identità produttiva delle Marche e al contempo trovare strumenti concreti per evitare che la riduzione delle imprese si traduca in perdita di servizi, competenze e posti di lavoro.