Allarme elettronico attiva l'intervento dei carabinieri
Nel pomeriggio del 17 agosto un ventisettenne residente a Treviso è stato arrestato in flagranza dai carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Treviso per la presunta violazione di un divieto di avvicinamento disposto nell'ambito di un procedimento legato al Codice Rosso.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, l'uomo si è presentato verso le 18:00 in un bar del capoluogo dove si trovava la donna coinvolta nel provvedimento, una 49enne. La persona offesa ha attivato il dispositivo elettronico in suo possesso: il sistema di controllo collegato al braccialetto indossato dall'indagato ha rilevato la vicinanza non consentita e ha inviato una segnalazione alla Centrale Operativa del Comando Provinciale.
- La Centrale ha inviato immediatamente una pattuglia del Nucleo Operativo e Radiomobile.
- I militari hanno raggiunto il locale e rintracciato il 27enne, impedendone l'allontanamento.
- Il giovane è stato arrestato e trattenuto nelle camere di sicurezza della caserma.
Il provvedimento restrittivo era stato emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Treviso e, per il controllo del rispetto della misura, all'indagato era stato applicato un braccialetto elettronico che monitora la distanza dalla persona tutelata.
| Data | Evento |
|---|---|
| 17 agosto, ~18:00 | Presunta violazione: ingresso del 27enne nel bar |
| 17 agosto, pomeriggio | Allarme dal dispositivo; intervento dei carabinieri; arresto |
| 17-18 agosto | Detenzione nelle camere di sicurezza della Compagnia di Treviso |
| 18 agosto, 11:30 | Udienza di convalida dell'arresto al Tribunale di Treviso |
Questa mattina, 18 agosto, il fermato è stato condotto davanti al giudice del Tribunale di Treviso per l'udienza di convalida fissata alle 11:30. L'iter giudiziario proseguirà secondo le procedure previste: la responsabilità penale dovrà essere accertata in sede processuale.
L'episodio sottolinea l'uso crescente di strumenti tecnologici nel monitoraggio delle misure cautelari e il ruolo immediato delle forze dell'ordine locali nell'assicurare il rispetto delle disposizioni volte a proteggere le vittime. Per i cittadini di Treviso, la vicenda evidenzia sia l'attivazione di strumenti di tutela sia la prontezza dell'intervento dei militari sul territorio.