Giudizio civile a Treviso sulle cure dell'Usl 2: due risarcimenti che pesano
Il tribunale civile di Treviso ha riconosciuto la responsabilità dell'Usl 2 in due cause per presunti errori medici, disponendo il pagamento di risarcimenti che complessivamente superano i 720.000 euro. Le sentenze riguardano pazienti residenti nel territorio della provincia e sollevano questioni sulla qualità delle cure e sul percorso assistenziale seguito negli interventi contestati.
I casi decisi dai giudici
Nel primo procedimento, originato nel Montebellunese, la paziente assistita dall'avvocato Antonella Gobbo ha ottenuto un risarcimento di 579.000 euro. Secondo la consulenza tecnica d'ufficio recepita dal giudice, nell'intervento iniziale erano state causate «una lacerazione del colon discendente e una lesione retto-vaginale con fistola», lesioni attribuite dal tribunale a errori e imperizia piuttosto che a semplici complicanze. A seguito dell'operazione la donna era stata sottoposta a stomizzazione, con una lunga serie di ulteriori procedure chirurgiche e un periodo di grave sofferenza personale e sociale.
Un secondo giudizio ha riguardato la famiglia di un anziano deceduto dopo un intervento: per quel caso è stato disposto un risarcimento di circa 142.000 euro, per problematiche che la sentenza ha ritenuto riconducibili alla responsabilità della struttura sanitaria.
«In tale intervento venivano colposamente cagionate una lacerazione del colon discendente e una lesione retto-vaginale con fistola, anche questa ascrivibile ad errore ed imperizia e non già a complicanza», ha scritto il giudice nella motivazione.
Conseguenze pratiche per i cittadini
Le sentenze hanno ricadute concrete per gli abitanti della provincia in più direzioni:
- Diritti dei pazienti: i verdetti confermano il diritto al risarcimento quando emergono errori clinici accertati in sede giudiziaria.
- Fiducia nel sistema sanitario: casi di malasanità giudicati rilevanti possono contribuire a un clima di sfiducia verso le strutture locali.
- Ripercussioni amministrative e gestionali: le sentenze possono indurre l'azienda sanitaria a rivedere procedure, controlli e formazione del personale per ridurre il rischio di eventi simili.
Dati sintetici delle sentenze
| Procedimento | Luogo | Risarcimento |
|---|---|---|
| Donna con lesioni post-operatorie | Montebellunese | 579.000 € |
| Famiglia di anziano deceduto | Provincia di Treviso | 142.000 € |
Il percorso giudiziario e le cause dichiarate
Nel primo caso il fascicolo parte da un intervento eseguito nell'ottobre 2009, seguito da altri quattro interventi e da una lunga fase post-operatoria che ha portato alla stomia e a successivi tentativi di correzione. La consulenza tecnica nominata dal tribunale ha ritenuto che alcune lesioni rilevate fossero il frutto di errori e imperizia. La donna, secondo le valutazioni giudiziarie, ha subito anni di limitazioni e di danni alla vita sociale e lavorativa, con conseguente perdita dell'impiego e significativo impatto sulla qualità di vita.
Le disposizioni di pagamento imposte ai servizi sanitari locali costituiscono un monito per il sistema, ma anche un invito a garantire maggiore trasparenza e controlli nelle pratiche cliniche. Le famiglie e i pazienti che ritengono di aver subito danni analoghi dispongono di vie legali per chiedere accertamenti e, se del caso, il risarcimento.
Alla luce delle decisioni del tribunale civile, l'attenzione rimane sul rafforzamento delle garanzie di sicurezza in sala operatoria e sul supporto alle persone che subiscono esiti negativi a seguito di cure mediche.