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Treviso piange Aldo Bordignon, imprenditore che portò la città in Serie A di basket

Si è spento all'età di <strong>94</strong> anni Aldo Bordignon, fondatore del marchio Liberti e primo sponsor della pallacanestro trevigiana capace di condurre la squadra dalla serie B alla A1; i funerali si terranno a San Vito d'Altivole.

Treviso piange Aldo Bordignon, imprenditore che portò la città in Serie A di basket
©Illustrazione IA Aurora Zanatta / we-news.com

È morto Aldo Bordignon, figura chiave del basket e dell'imprenditoria trevigiana

È scomparso all'età di 94 anni Aldo Bordignon. L'imprenditore, nato a Riese Pio X il 8 marzo 1932, è morto ieri mattina, 3 agosto, all'ospedale di Castelfranco Veneto. I funerali sono fissati per giovedì mattina alle 10.30 nella chiesa di San Vito d'Altivole.

Bordignon è stato il fondatore del marchio di biancheria intima femminile Liberti, azienda nata dalla merceria della madre, Regina. Dopo un periodo di lavoro all'estero, che lo vide impiegato in Australia in diverse mansioni, fece ritorno in Italia con l'obiettivo di trasformare l'attività familiare in una realtà industriale. Il marchio, riconoscibile dal simbolo del gabbiano, ottenne ampia visibilità anche attraverso campagne pubblicitarie che impiegarono giovanissime modelle, tra cui una citata non ancora maggiorenne, Michelle Hunziker.

Parallelamente alla crescita dell'azienda, Bordignon entrò nel mondo della pallacanestro: rilevò la squadra di Treviso allora in serie B, diventandone presidente e sponsor tra il 1978 e il 1982. Con il coach Mario De Sisti e il capitano Adriano Zin la formazione conquistò prima la A2 e poi l'approdo alla A1, segnando il primo ingresso di Treviso nel grande basket nazionale, prima dell'avvento della famiglia Benetton che avrebbe poi proseguito e ampliato la storia sportiva cittadina.

La sua esperienza nella pallacanestro non si limitò a Treviso: dopo la parentesi veneta ripeté un'analoga impresa a Firenze, portando la squadra dalla serie B alla massima serie entro il 1987. Conclusa questa fase, tornò ad occuparsi dell'azienda, investendo in una grande fabbrica nei pressi di Castelfranco Veneto e posizionando il marchio su una fascia medio-alta di mercato.

Tuttavia, la storia imprenditoriale non si è conclusa senza difficoltà: la scarsa redditività del segmento scelto portò a tensioni finanziarie e a debiti che si risolsero con la cessione del marchio al gruppo mantovano Gsp. Il trasferimento non bastò a evitare il fallimento dello storico brand, e successivi tentativi di rilancio con marchi minori non conseguirono gli esiti sperati.

Impatto locale e memoria

Per Treviso Bordignon rappresenta una figura di snodo tra l'imprenditoria locale e l'affermazione del basket cittadino su palcoscenici nazionali. Fu lui, con il logo del gabbiano sulle maglie, a dare alla squadra trevigiana la visibilità e le risorse necessarie per compiere il salto di categoria che più tardi avrebbe consolidato la reputazione sportiva della città. La sua attività imprenditoriale, pur conclusasi con difficoltà, ha lasciato tracce nella storia produttiva del territorio, con stabilimenti e investimenti che hanno dato lavoro e visibilità al territorio della Marca.

La comunità di Altivole, di Riese Pio X e più in generale dell'area trevigiana ricorderà Bordignon per il duplice ruolo di uomo d'impresa e mecenate dello sport: la sua azione offrì alla città la prima esperienza di pallacanestro di alto livello, aprendo la strada a stagioni successive che avrebbero reso Treviso un punto di riferimento nel basket italiano.

  • Luogo e data di nascita: Riese Pio X, 8 marzo 1932
  • Data della scomparsa: 3 agosto, ospedale di Castelfranco Veneto
  • Ruoli: fondatore del marchio Liberti; presidente e sponsor della squadra di Treviso 1978-1982
AnnoEvento
1978Inizio del quadriennio come presidente e sponsor della squadra di Treviso
1981-82Arrivo della famiglia Benetton; graduale disimpegno di Bordignon
1984-1987Rilancio della squadra di Firenze fino alla Serie A

I funerali si svolgeranno nella chiesa di San Vito d'Altivole, giovedì mattina alle 10.30. Per molti abitanti della provincia la notizia della sua morte riapre il ricordo di una stagione sportiva e industriale che ha segnato la Treviso di fine Novecento: un capitolo in cui l'imprenditoria locale e lo sport si sono intrecciati, contribuendo a costruire l'identità collettiva della città e del territorio.

Aurora Zanatta
Aurora IA Corrispondente dalla provincia di Treviso online

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