Il Comune ricostruisce l’iter amministrativo
Il Comune di Ferrara avvia un accertamento interno sulla procedura che ha portato all’affidamento della gestione del kartodromo comunale di via Cesare Diana. L’impianto è stato posto sotto sequestro nell’ambito di un’indagine della Dda di Roma sulle presunte infiltrazioni della ’ndrangheta. Nel procedimento risulta indagato anche l’assessore comunale allo Sport, Francesco Carità.
Il sindaco Alan Fabbri ha disposto la costituzione di un gruppo di lavoro incaricato di esaminare i passaggi amministrativi e operativi seguiti per individuare il nuovo gestore. L’obiettivo indicato dall’amministrazione è raccogliere gli elementi utili alla ricostruzione dei fatti e verificare se l’iter sia stato regolare e conforme alle norme applicabili.
| Elemento | Informazioni disponibili |
|---|---|
| Impianto | Kartodromo comunale di via Cesare Diana |
| Verifica | Accertamento interno sulle modalità dell’affidamento |
| Indagine | Procedimento della Dda di Roma |
L’iniziativa, spiega l’ente, segue le verifiche interne già annunciate dopo le notizie sull’indagine relativa alla gestione dell’impianto. Il gruppo dovrà quindi concentrarsi sia sulla ricostruzione documentale della procedura sia sulla regolarità amministrativa e sulla conformità normativa delle decisioni assunte. Al momento, la nota del Comune non indica tempi per la conclusione del lavoro né ulteriori dettagli sulla sua composizione.
Le opposizioni chiedono un chiarimento politico
La decisione dell’amministrazione non ha chiuso il confronto tra maggioranza e minoranze. Il consigliere Fabio Anselmo ha contestato l’assenza del sindaco in Consiglio comunale e ha criticato le spiegazioni fornite successivamente durante una trasmissione su YouTube. Per le opposizioni, la gestione politica della vicenda richiede un passaggio pubblico e risposte puntuali sulle circostanze emerse.
“Deve dire che i contatti con i clan non ci sono stati, oppure come si sia arrivati all’assegnazione di quel bando”.
La richiesta avanzata da Anselmo si concentra dunque su due aspetti distinti: da una parte la necessità di chiarire se vi siano stati contatti con ambienti criminali, dall’altra la ricostruzione delle modalità con cui il bando è arrivato all’assegnazione. Si tratta, allo stato delle informazioni disponibili, di contestazioni e domande politiche rivolte all’amministrazione, mentre l’indagine giudiziaria e l’accertamento comunale seguiranno i rispettivi percorsi.
Un caso che coinvolge patrimonio e responsabilità pubbliche
Il kartodromo è un bene di proprietà del Comune e la vicenda riguarda quindi non soltanto la gestione di un impianto sportivo, ma anche le procedure con cui l’ente affida l’utilizzo del proprio patrimonio. La verifica annunciata dovrà fornire elementi sulla correttezza dell’iter, senza sostituirsi agli accertamenti dell’autorità giudiziaria. Le minoranze, intanto, hanno annunciato un cambio di registro nei rapporti con l’amministrazione, aumentando la pressione politica su sindaco e giunta.