Operazione dei carabinieri dopo la denuncia di una residente del centro storico
I carabinieri di Ragusa hanno arrestato una coppia di coniugi provenienti dalla provincia di Siracusa, rispettivamente di 54 e 50 anni, accusata di truffa aggravata in concorso ai danni di una donna di 57 anni di origini straniere residente nel centro storico della città. La vicenda è emersa dopo la denuncia presentata dalla vittima lo scorso febbraio, quando è stata segnalata la scomparsa di denaro e gioielli per un valore complessivo superiore a 150.000 euro.
L'attività investigativa ha ricostruito la dinamica dei fatti grazie all'analisi delle immagini di videosorveglianza, alle testimonianze raccolte in zona e ai rilievi svolti nelle stradine dove abita la vittima. Secondo gli accertamenti, i due avrebbero contattato la 57enne spacciandosi per militari dell'Arma e prospettandole la necessità di consegnare una somma consistente di denaro per evitare l'arresto del marito, con l'accusa di una presunta rapina.
- Inizio indagine: denuncia della vittima a febbraio.
- Metodo presunto: telefonate con finti appartenenti all'Arma e richiesta di denaro e gioielli.
- Prove raccolte: filmati di videosorveglianza, testimonianze e rilievi sul posto.
Solo dopo alcune ore la donna ha contattato il 112, rendendosi conto di essere stata raggirata. A seguito delle verifiche, è scattata la misura cautelare. Il marito è stato fermato nella sua abitazione; la moglie, invece, era già detenuta nel carcere Pagliarelli di Palermo in seguito a un arresto in flagranza per truffa avvenuto nei primi giorni del mese, e ha ricevuto la notifica del provvedimento mentre si trovava in cella.
| Momento | Elemento |
|---|---|
| Febbraio | Denuncia presentata per la perdita di denaro e gioielli (> 150.000 euro) |
| Primi giorni del mese (mese non specificato) | Arresto in flagranza della donna e successivo trasferimento a Pagliarelli |
| Data dell'esecuzione della misura | Notifica e arresti eseguiti dai carabinieri di Ragusa |
La vicenda ripropone il tema, ormai noto alle forze dell'ordine, delle truffe telefoniche con il coinvolgimento di finti appartenenti alle forze dell'ordine. Le modalità descritte dalla querela sono tra le più classiche: telefonate intimidatorie, richiesta di somme ingenti e successiva appropriazione di denaro e preziosi. Sul territorio di Ragusa le forze dell'ordine continuano a raccomandare la massima prudenza: mai consegnare denaro o beni in seguito a telefonate non verificate e rivolgersi immediatamente al 112 in caso di sospetto.
Per i residenti del centro storico, dove è avvenuto il fatto, la notizia dell'arresto rappresenta un segnale dell'attività investigativa condotta dai carabinieri e della possibilità di ricostruire episodi criminosi anche quando gli autori operano con strumenti di inganno molto collaudati. Le indagini proseguono per chiarire eventuali responsabilità ulteriori e per recuperare gli oggetti sottratti.
Le autorità invitano chiunque abbia informazioni utili o sospetti collegati a fatti analoghi a rivolgersi alle forze dell'ordine per contribuire a contrastare questi reati che colpiscono in particolare persone vulnerabili.