Un comitato lancia la proposta: due enti al posto di quattro
È ufficialmente partita la mobilitazione per una legge regionale di iniziativa popolare che mira a riorganizzare le Province del Friuli Venezia Giulia riducendole da quattro a due. L'iniziativa, avviata il 7 luglio ad Aquileia e portata ieri a Gorizia, propone di istituire un ente di area vasta per il Friuli e uno per Trieste, con evidenti ripercussioni sulla collocazione amministrativa dell'Isontino.
Secondo il testo presentato dai promotori, il territorio attualmente riconducibile alla Provincia di Gorizia verrebbe ricompreso nell'ente del Friuli insieme ai territori di Udine e Pordenone. La proposta riapre così la discussione sulla riforma degli enti locali, dopo il recente voto del Consiglio regionale che aveva riportato in vita le quattro Province storiche.
Chi sono i promotori e quali obiettivi dichiarano
Il comitato promotore è descritto come trasversale e comprende dieci sottoscrittori. Tra i firmatari segnalati dalle fonti locali figurano nomi noti anche nel panorama politico e amministrativo della provincia di Gorizia, a testimonianza dell'interesse locale sulla questione.
- Obiettivo formale: promuovere una legge regionale di iniziativa popolare per modificare l'impianto degli enti di area vasta.
- Effetto pratico: creare due sole Province di ampia dimensione territoriale (Friuli e Trieste).
- Conseguenze locali: perdita dell'ente provinciale autonomo per l'Isontino e possibile ridefinizione di competenze, risorse e rappresentanza politica.
«Più peso politico e il giusto riconoscimento storico»
Nel documento illustrativo la proposta viene motivata richiamando l'idea di una maggiore coesione e di un riconoscimento storico; la citazione riportata dagli organizzatori sintetizza la strategia comunicativa del comitato.
Promotori: elenco e riferimenti territoriali
Tra i firmatari compaiono diversi professionisti e amministratori provenienti dal territorio regionale. I nomi citati dalla fonte includono persone con ruoli e domicili in vari comuni del Friuli Venezia Giulia.
| Firmatario | Comune di riferimento |
|---|---|
| Guido Germano Pettarin | Gorizia |
| Franco Zotti | Gorizia |
| Luca Campanotto | Rivignano Teor |
| Barbara Moratti | Rivignano Teor |
| Stefano Colussi | Cervignano del Friuli |
| Giorgio Marchesich | Trieste |
| Lucio Vincenzo Tonelli | Sequals |
| Fausto Brunello | Pasian di Prato |
| Andrea Zilli | Mereto di Tomba |
| Claudio Antonio Boaro | Gonars |
La presenza in prima fila di figure goriziane – tra cui un deputato e un consigliere comunale – indica che la proposta è attentamente seguita anche nello Isonzo. Tuttavia, l'eventuale approvazione avrebbe impatti concreti sulla governance locale: dalla programmazione infrastrutturale alla gestione delle scuole provinciali, fino alla rappresentanza politica nelle sedi regionali.
Cosa cambia per i cittadini e prossimi passi
Al momento è stata avviata la raccolta firme per presentare la legge di iniziativa popolare: si tratta di una fase preliminare che, se completata con successo, porterà il testo all'esame della Regione. Nel frattempo, la proposta è destinata ad alimentare dibattito tra amministratori locali, associazioni e cittadini, specie nei Comuni che potrebbero vedere modificati i propri riferimenti amministrativi.
I residenti interessati dovranno seguire gli sviluppi per comprendere eventuali ricadute su servizi e competenze: la riorganizzazione degli enti di area vasta, infatti, influisce su funzioni come viabilità, edilizia scolastica, e sostegno amministrativo ai Comuni più piccoli.
Nel dibattito a venire saranno centrali le valutazioni sui costi e benefici di una fusione su scala più ampia, la tutela delle specificità locali e la modalità con cui verrà garantita la rappresentanza dei territori storici come l'Isontino.