Fuoco domato dopo un intervento massiccio, ma la provincia resta in guardia
Le fiamme che oggi hanno interessato diverse aree della provincia di Oristano sono state spente dopo molte ore di intervento da parte dei mezzi aerei e delle squadre a terra. L'incendio che ha minacciato l'abitato di Uras e si è sviluppato anche in altri punti del territorio provinciale ha richiesto l'impiego coordinato del dispositivo antincendio regionale e locale.
Secondo le informazioni raccolte, le operazioni hanno visto l'utilizzo complessivo di due aerei Canadair e di quattro elicotteri, compresi i due Superpuma in dotazione alla Sardegna. Decine di operatori a terra sono rimasti impegnati fino a sera per circoscrivere le aree interessate e mettere in sicurezza strade e attività. La Statale 131, chiusa precauzionalmente nella fase acuta dell'emergenza, è stata successivamente riaperta alla circolazione.
- Aree interessate: Uras, Monte Arci (Morgongiori, Is Benas), Riola Sardo–Narbolia (direzione Putzu Idu), Acqua Urchi (Cabras).
- Mezzi impiegati: 2 Canadair, 4 elicotteri (tra cui 2 Superpuma), numerosi mezzi terrestri di Corpo forestale, Forestas, Vigili del fuoco e volontari.
- Fasi successive: bonifica delle aree percorse dal fuoco e vigilanza notturna per prevenire riaccensioni.
Le operazioni di bonifica proseguiranno nelle prossime ore. Gli interventi sono stati intensificati soprattutto nelle zone dove il fuoco aveva rischiato di avanzare verso boschi e aree di pregio ambientale, come le cime del Monte Arci, e dove le fiamme si erano avvicinate a infrastrutture viarie e insediamenti rurali.
| Voce | Dato |
|---|---|
| Canadair impiegati | 2 |
| Elicotteri impiegati | 4 (inclusi 2 Superpuma) |
| Strada riaperta | Statale 131 |
Il vasto dispiegamento ha coinvolto il Corpo forestale, Forestas, i Vigili del fuoco e gruppi di volontari, per un impegno complessivo che le fonti locali descrivono come molto consistente. Alcuni incendi sono divampati in mattinata, con focolai tra Riola Sardo e Narbolia e successivamente sul Monte Arci, fino alla nuova emergenza a Uras: la rapidità con cui è stato necessario dirottare risorse aeree ha reso evidente la criticità della situazione.
In serata, pur con lo spegnimento delle fiamme, resta la raccomandazione a non sottovalutare il rischio di riaccensioni: il vento e le alte temperature aumentano la probabilità che residui di combustione possano riprendere vigore. Per questo motivo è stata rafforzata la vigilanza notturna nelle aree percorse dal fuoco.
Per gli abitanti delle zone interessate la priorità ora è la bonifica e la valutazione dei danni: saranno necessarie ispezioni per accertare l'entità dell'area bruciata, eventuali ripercussioni su infrastrutture e aziende rurali e per pianificare gli interventi di ripristino ambientale. Le autorità competenti hanno già attivato le procedure di monitoraggio e tutela, mentre resta alta l'attenzione su altri fronti dell'Isola dove il dispositivo antincendio è impegnato.
La giornata odierna è stata definita difficile dalle fonti: l'impegno profuso ha evitato esiti peggiori, ma il ricordo dei grandi roghi che in passato hanno segnato il territorio mantiene alta la preoccupazione tra le comunità locali.