San Martino sotto pressione: il comitato chiede risposte
Il Comitato per il diritto alla salute della provincia di Oristano ha diffuso un comunicato in cui segnala una situazione preoccupante nel reparto di Oncologia del presidio ospedaliero San Martino. Secondo il comitato, il reparto, pur essendo punto di riferimento per i circa 158mila abitanti della provincia, soffre da tempo una reiterata carenza di specialisti che rischia di compromettere la continuità assistenziale per pazienti oncologici ed ematologici.
Il San Martino ospita un DEA e, dal dicembre 2023, un CAS dedicato al percorso di stadiazione e all'avvio delle terapie per i malati oncologici ed ematologici. Il comitato sottolinea l'importanza di questa struttura per una popolazione spesso anziana e con fragilità sociali, ma avverte che il servizio è ora messo a rischio dalla perdita di personale medico.
Nel comunicato si ricorda che, dall'ottobre 2025, il reparto era stato rafforzato dall'arrivo di sei specializzandi in Oncologia: una presenza che aveva fatto sperare in possibili stabilizzazioni future. Queste aspettative, tuttavia, non si sono concretizzate. Il primo candidato della graduatoria degli specializzandi dell'Azienda sanitaria di Oristano è stato acquisito dal Policlinico di Monserrato, mentre gli altri hanno lasciato il territorio per diverse ragioni.
"Non sappiamo se è una sorta di piano prestabilito per far convogliare i pazienti a Sassari e Cagliari"
Il comitato definisce il fenomeno come un'ulteriore conferma della tendenza che privilegia i grandi centri come Cagliari e Sassari, denunciando che i pazienti dell'Oristanese vengono «ignorati nei loro diritti e bisogni». Accanto alla denuncia politica, il comunicato mette in evidenza il problema organizzativo: i reparti non funzionano in modo isolato e la carenza di specialisti compromette il funzionamento complessivo dell'ospedale.
Conseguenze pratiche e richieste del comitato
Il comitato avverte che, con pochi medici in organico, aumenta il carico sulle équipe rimaste e diminuisce la capacità di garantire percorsi di cura tempestivi e completi. Il rischio concreto, si legge nel comunicato, è che pazienti costretti a rivolgersi ai centri maggiori debbano affrontare spostamenti, costi aggiuntivi e maggiori difficoltà organizzative, soprattutto per gli anziani e chi vive isolato.
- Il CAS attivo dal dicembre 2023 per la stadiazione e l'avvio delle terapie;
- Sei specializzandi arrivati nell'ottobre 2025, poi in parte andati via;
- Primo candidato della graduatoria acquisito dal Policlinico di Monserrato.
Il comunicato non avanza numeri aggiuntivi né indica misure concrete proposte dalle istituzioni locali per trattenere i professionisti o per rafforzare il servizio. Restano dunque aperti quesiti sulle cause precise della fuga di medici e sulle contromisure da adottare per garantire l'assistenza oncologica sul territorio.
| Elemento | Periodo |
|---|---|
| Avvio CAS | dicembre 2023 |
| Arrivo specializzandi | ottobre 2025 (6 presenze) |
| Primo candidato acquisito da | Policlinico di Monserrato |
Il tema richiede un intervento chiarificatore da parte delle autorità sanitarie regionali e aziendali: i cittadini e i pazienti dell'Oristanese attendono risposte concrete sulla dotazione di personale e sulle strategie per evitare che l'offerta assistenziale locale venga progressivamente erosa a vantaggio dei grandi centri.