Il procedimento torna in aula a Gorizia
È fissata per martedì 15 luglio alle 9 l'udienza del Tribunale di Gorizia sul caso giudiziario relativo alla cagnolina nota come Nina. La nuova convocazione arriva dopo il rinvio disposto nella precedente comparizione per un vizio formale: il procedimento, che ha avuto ampia risonanza locale, riprende ora con porte chiuse.
La vicenda ha inizio il 3 dicembre 2024, quando Nina venne sequestrata a una famiglia di Cormons. Gli accertamenti delle autorità sanitarie e forestali avrebbero rilevato condizioni di grave denutrizione, presunti maltrattamenti e l'assenza del microchip obbligatorio. Dopo il sequestro l'animale fu affidato inizialmente a una coppia di Gorizia che seguì il suo recupero fisico e comportamentale.
Percorso giudiziario e amministrativo
Dal sequestro sono scaturiti numerosi atti: identificazioni via microchip, affidamenti temporanei, successivi sequestri e dissequestri. In un passaggio determinante la cagnolina era stata identificata con un microchip intestato agli affidatari, elemento che è diventato oggetto di contenzioso nelle fasi seguenti.
- 3 dicembre 2024: sequestro a Cormons.
- Periodo successivo: affidamento a una coppia di Gorizia e prima fase di recupero.
- Successivi mesi: trasferimenti ripetuti tra affidamenti e strutture, ulteriori sequestri e dissequestri.
- Febbraio (anno non specificato dalla fonte): oltre 300 persone in corteo a Gorizia per chiedere che Nina restasse con gli affidatari.
- 15 luglio: nuova udienza al Tribunale di Gorizia.
Parallelamente al procedimento penale, il caso ha coinvolto anche il piano amministrativo: il sindaco di Cormons aveva emesso un provvedimento che vietava alla famiglia originaria la detenzione di animali; tale provvedimento è stato successivamente annullato dal Tribunale amministrativo regionale.
Ruolo della Procura e posizioni delle parti
La Procura ha disposto in diversi momenti la restituzione dell'animale ai precedenti detentori, decisione che ha suscitato la mobilitazione di associazioni animaliste e di numerosi cittadini. Le associazioni si sono dichiarate pronte a costituirsi parte civile nel processo. Sempre secondo la fonte, la Procura ha respinto le richieste di verifica avanzate dalla Regione.
| Elemento | Stato/Nota |
|---|---|
| Sequestro iniziale | 3 dicembre 2024 |
| Affidamenti | Affidata a coppia di Gorizia; poi trasferita più volte |
| Mobilitazione pubblica | Oltre 300 persone in corteo a Gorizia (febbraio) |
| Udienza | 15 luglio, porte chiuse |
Impatto locale e questioni ancora aperte
Il caso ha generato notevole attenzione in provincia di Gorizia, non soltanto per la natura del presunto maltrattamento ma anche per le conseguenze amministrative e processuali che hanno interessato più soggetti: la famiglia di Cormons, gli affidatari, associazioni animaliste e le autorità sanitarie e giudiziarie. Restano aperte domande pratiche e procedurali sul futuro dell'animale, sulla titolarità del microchip e sulle determinazioni che il Tribunale adotterà una volta esaminati gli atti.
La decisione della Procura di respingere le richieste di verifica della Regione e le forme di partecipazione delle associazioni animaliste come parte civile saranno elementi centrali nell'udienza del 15 luglio. I cittadini e le organizzazioni interessate rimangono in attesa dell'evoluzione del procedimento, che si svolgerà a porte chiuse ma produrrà comunque effetti concreti per gli attori coinvolti e per la gestione futura dell'animale.