La sentenza e il territorio
Il Tribunale di Vibo Valentia, con il collegio composto da Rossella Maiorana, Luca Brunetti e Rosamaria Pisano, ha pronunciato il 1° luglio la sentenza relativa al processo denominato Maestrale-Olimpo-Imperium. Tra i principali destinatari di condanna figura Giuseppe Antonio Accorinti, noto come “Peppone”, ritenuto al vertice del locale di Zungri. L’imputato è stato condannato a 12 anni e 7 mesi di reclusione.
Secondo quanto emerso in aula, all’imputazione iniziale contestata ad Accorinti erano rivolti 16 capi d’imputazione: il collegio lo ha ritenuto responsabile per 6 di questi, assolvendo per i restanti 10. I pubblici ministeri della Dda di Catanzaro — Annamaria Frustaci, Irene Crea e Andrea Buzzelli — avevano chiesto una pena più severa pari a 18 anni.
Il ruolo nel presunto sistema criminale
La posizione processuale di Accorinti è stata ricostruita, tra l’altro, anche attraverso le dichiarazioni di un collaboratore di giustizia. L’impianto accusatorio lo inseriva in una presunta struttura definita come “caddara”, ritenuta un centro di influenza con legami con i Mancuso e altri esponenti della 'ndrangheta vibonese. Il territorio di riferimento indicato dalle indagini comprende la zona di Zungri, la fascia costiera da Parghelia a Vibo Marina e l’entroterra fino a Filandari e Mesiano.
«Non c’è trippa per gatti, comanda lui, comanda Peppe Accorinti, non c’è nessuno in quella zona, signor procuratore, senza dubbio, assolutamente»
La frase è stata pronunciata in una delle udienze da un collaboratore che ha delineato la presunta caratura criminale della figura processata.
Conseguenze pratiche e ricadute locali
La condanna, pur inserita in un verdetto che ha suscitato attenzione per l’elevato numero di assoluzioni, rappresenta tuttavia un punto di riferimento per l’attività investigativa e processuale della Dda di Catanzaro nel Vibonese. Per i residenti della zona, la sentenza può avere rilevanza sia sotto il profilo della sicurezza che in termini di relazioni economiche e sociali insediate da anni nelle aree indicate dalle indagini.
- Impatto giudiziario: conferma parziale dell’impianto accusatorio su aspetti ritenuti gravi dall’accusa.
- Impatto territoriale: Zungri e la fascia costiera interessate dalle ricostruzioni investigative.
- Prospettive: la sentenza potrà influire su future indagini e su eventuali appelli.
Dettagli della sentenza
| Voce | Valore |
|---|---|
| Pena inflitta ad Accorinti | 12 anni e 7 mesi |
| Capi d'imputazione iniziali | 16 |
| Capi riconosciuti | 6 |
| Capi assolti | 10 |
| Richiesta della Dda | 18 anni |
La lettura integrale delle motivazioni sarà fondamentale per comprendere le ragioni delle assoluzioni e la portata delle condanne rimanenti. Le parti coinvolte e gli uffici inquirenti potranno utilizzare il dispositivo del tribunale per impostare i prossimi passi giudiziari, compreso l’eventuale ricorso in appello.
Per la comunità della provincia, la vicenda mantiene un alto profilo: la sentenza certifica alcuni elementi dell'impianto accusatorio e al tempo stesso apre nuovi interrogativi sui contorni delle relazioni criminali nel territorio.