Operazione della Guardia di Finanza: indagine su carte collegate al Reddito di Cittadinanza
Un procedimento della Guardia di Finanza del Gruppo di Catanzaro ha portato al sequestro preventivo di fondi per 12.708 euro nell'ambito di un'inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica e con provvedimento del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Vibo Valentia, Alessio Maccarrone.
La misura riguarda Michele Bonavota, 59 anni, di Sant'Onofrio, nei cui confronti sono contestati i reati di ricettazione e indebito utilizzo di carte di credito e di pagamento. Secondo gli inquirenti, le due carte PostePay oggetto di attività avrebbero ricevuto somme accreditate come Reddito di Cittadinanza destinato a beneficiari risultati inesistenti.
Ambito temporale e aree interessate
Le contestazioni si riferiscono a operazioni svolte tra il 20 luglio 2021 e il 28 giugno 2023, con transazioni ricostruite nei comuni di Vibo Valentia, Pizzo, San Gregorio d'Ippona e Maierato. Le verifiche sull'effettiva titolarità del beneficio sono oggetto di un distinto procedimento.
- Importo complessivo contestato: 12.708 euro.
- Periodo delle transazioni: 20/07/2021 - 28/06/2023.
- Comuni con operazioni rilevate: Vibo Valentia, Pizzo, San Gregorio d'Ippona, Maierato.
Elementi d'indagine: movimenti e incongruenze contabili
Le attività investigative si sono sviluppate a partire dai controlli sulla regolarità delle istanze per l'accesso al Reddito di Cittadinanza, inoltrate tramite alcuni intermediari. L'esame dei movimenti finanziari ha evidenziato un prolungato impiego delle carte presso diverse esercizi commerciali del territorio, con una concentrazione di operazioni in pasticcerie.
| Voce | Dato |
|---|---|
| Numero pagamenti tracciati su una carta | 22 (settembre 2021 - giugno 2023) |
| Importi unitari ricorrenti | Prossimi a 500 euro |
| Esempi di discrepanze in chiusure di cassa | Transazione elettronica da 500 euro vs. chiusure di cassa non corrispondenti |
Incrociando i pagamenti POS con le banche dati fiscali del sistema Serpico, i finanzieri hanno riscontrato difformità nelle chiusure di cassa giornaliere, con «discrepanze contabili emblematiche», come rilevato dagli atti investigativi. Tra gli esempi riportati, il primo febbraio 2023 risulterebbe una transazione elettronica da 500 euro con incassi in contanti per 155 euro, mentre la chiusura di cassa registrata mostrava un importo differente; analoghe anomalie sarebbero state rilevate anche il 28 febbraio dello stesso anno.
Conseguenze e prossimi passaggi
Il sequestro preventivo è stato disposto nell'ambito delle indagini penali sulla destinazione e l'utilizzo delle somme. Parallelamente, proseguono gli accertamenti specifici sulla legittimità delle istanze per il Reddito di Cittadinanza, che saranno valutati in un procedimento separato. L'azione della Guardia di Finanza sottolinea l'attenzione degli organi di controllo verso possibili casi di illecito utilizzo di strumenti di pagamento collegati a misure di sostegno al reddito.
Per i residenti della provincia, l'indagine evidenzia due ordini di rilievo pratico: la vigilanza sulla corretta erogazione dei fondi pubblici e il controllo della trasparenza delle operazioni commerciali locali, soprattutto quando queste risultano collegate a flussi finanziari riconducibili a benefici sociali.