Conflitto istituzionale sul servizio di emodinamica
Una seduta tesa della Conferenza dei sindaci della provincia di Vibo Valentia ha messo al centro del dibattito locale la decisione della Regione sulla gestione dell’emodinamica all’ospedale Jazzolino. I primi cittadini presenti hanno criticato il modello sperimentale adottato, che non prevede un reparto attivo H24 ma un servizio «a chiamata», e hanno chiesto l’istituzione di una struttura stabile per la gestione della sindrome coronarica acuta.
La scelta regionale, spiegata come misura temporanea in attesa del completamento del nuovo ospedale di Vibo, è stata giudicata insufficiente da più amministratori locali. Al centro delle obiezioni c’è il tema dei tempi di intervento in caso di infarto e la capacità del territorio di assicurare soccorsi rapidi ed efficaci.
«Come vedete, se ne strafottono!»
«È umiliante l’atteggiamento che hanno nei nostri confronti. Io mi sento umiliato soprattutto come cittadino, non come sindaco di un capoluogo di provincia»
«L’emodinamica itinerante è un nonsenso medico»
Le parole riportate del sindaco di Vibo Valentia esprimono la forte protesta verso la Regione: il primo cittadino ha definito il modello adottato inaccettabile, sottolineando che in condizioni acute come l’infarto non è possibile attendere l’arrivo di un’équipe che deve raggiungere l’ospedale da fuori provincia.
Le ragioni del dissenso e le preoccupazioni pratiche
Tra i rilievi posti dai sindaci vi è il richiamo ai tempi necessari per attivare e trasferire l’équipe medica. Secondo chi si oppone, la soluzione «a chiamata» comporterebbe ritardi nei soccorsi: in caso di emergenza cardiaca, ogni minuto può essere determinante per l’esito clinico. In questa prospettiva, la proposta di un servizio H24 appare come l’unica risposta in grado di garantire tempi rapidi e continuità assistenziale.
- Amministrazioni locali: chiedono un reparto stabile e operativo 24 ore su 24;
- Regione: ha previsto una modalità sperimentale «a chiamata» in attesa del nuovo nosocomio;
- Asp: assicura l’allestimento degli spazi necessari per l’emodinamica;
- Comitati: pronti a iniziative pubbliche di protesta, comprese manifestazioni davanti alla Cittadella regionale.
Il commissario dell’Azienda sanitaria provinciale è intervenuto per rassicurare che gli spazi per il servizio verranno allestiti:
«Intanto allestiremo gli spazi. A prescindere»resta però aperta la questione della piena operatività e della presenza continuativa del personale specializzato.
Impatto sul territorio e possibili sviluppi
La disputa coinvolge non solo la dimensione politica ma soprattutto la sicurezza dei cittadini. L’eventuale persistenza di un modello non H24 potrebbe determinare ricadute concrete sui pazienti con patologie cardiache e sulle loro famiglie, costrette a fare affidamento su trasferimenti e attese che i sindaci definiscono inaccettabili.
I comitati locali hanno annunciato iniziative di protesta, comprese forme di mobilitazione davanti alla sede della Regione, per ottenere garanzie sull’attivazione di un servizio stabile. Sul fronte istituzionale resta ora da capire se la Regione rivedrà la propria impostazione o se la fase sperimentale proseguirà fino all’apertura del nuovo ospedale.
| Attore | Posizione |
|---|---|
| Sindaci della provincia | Richiesta di emodinamica attiva H24 allo Jazzolino |
| Regione | Modello sperimentale «a chiamata» fino al nuovo ospedale |
| Asp | Allestimento degli spazi per l’emodinamica |
| Comitati | Mobilitazioni e proteste previste |
La vicenda rimane aperta e seguirà sviluppi nelle prossime settimane, con il rischio di un’escalation che potrebbe tradursi in manifestazioni pubbliche. Per la popolazione della provincia di Vibo Valentia è cruciale che le decisioni successive mettano al centro la tempestività delle cure e la sicurezza clinica.
We News continuerà a seguire la vicenda, riportando ogni aggiornamento ufficiale da Regione, Asp e amministrazioni locali.