Un festival diffuso per interrogare i grandi nodi contemporanei
Da venerdì 2 a domenica 4 ottobre l’Università di Udine promuove la quarta edizione di Collega‑Menti, manifestazione che mette in dialogo scienza, cultura e innovazione attorno al tema guida degli «Equilibri». L’iniziativa, curata scientificamente dalla divulgatrice Barbara Gallavotti, intende mettere a confronto competenze diverse su questioni che vanno dalla sostenibilità ambientale alla salute, dalla memoria storica alle trasformazioni tecnologiche.
Il festival non resta confinato al capoluogo friulano: oltre a Udine, eventi e incontri saranno ospitati nelle città di Gorizia, Pordenone e Gemona, in una strategia che punta a diffondere la cultura della ricerca sul territorio e a coinvolgere pubblici differenti.
Ospiti e formato: numeri e luoghi
Il cartellone include un ampio ventaglio di voci provenienti dall’accademia, dalla cultura e dai media. Tra i nomi annunciati figurano personalità riconosciute a livello nazionale e internazionale. Il programma si svolgerà in numerosi spazi culturali, dalle chiese sconsacrate ai teatri, con un’offerta pensata per pubblici diversi, compresi incontri per le scuole e laboratori pratici.
- Durata: tre giorni (2–4 ottobre)
- Eventi: 72 appuntamenti
- Ospiti: 90 relatori e partecipanti
- Luoghi: 20 sedi tra Udine, Gorizia, Pordenone e Gemona
| Voce | Numero |
|---|---|
| Eventi | 72 |
| Ospiti | 90 |
| Luoghi | 20 |
Un programma plurale per pubblici diversi
Il calendario comprende incontri divulgativi, laboratori, spettacoli e mostre. La varietà degli interventi — che spazia dalla presentazione di ricerche all’intrattenimento culturale — risponde all’intento di creare percorsi accessibili sia agli specialisti sia a un pubblico generale. L’accesso agli eventi è in molti casi gratuito, con prenotazioni dove previsto, favorendo così la partecipazione civica e la diffusione della conoscenza scientifica.
Reti e collaborazioni
Collega‑Menti è sostenuto da più soggetti pubblici e privati, inclusi enti regionali e fondazioni, e si articola in collaborazione con le amministrazioni comunali delle sedi coinvolte. Questa struttura relazionale rafforza l’idea del festival come punto di contatto tra università, istituzioni e società civile, capace di valorizzare il patrimonio intellettuale locale sul palcoscenico nazionale.
Con un programma pensato per stimolare domande complesse e promuovere la cittadinanza scientifica, l’edizione 2026 conferma la vocazione del festival a diventare una vetrina permanente dove ricerca e cultura dialogano per offrire strumenti di comprensione e orientamento in tempi di trasformazione.