Un’opera pubblica che interroga la città
Una struttura in grigliato metallico, alta e visibile nella quotidianità del centro storico, ospita una figura sospesa e brutalmente legata e avvolta in un tappeto: è Liscio come l’odio, l’installazione site specific dell’artista Dario Agrimi che si può vedere in Piazza Catuma durante la XXX edizione del Festival Internazionale Castel dei Mondi. L’opera è pensata per interrompere la routine urbana e provocare una riflessione sulla crescente intolleranza sociale.
L’intervento è stato concepito dall’artista, docente di Tecniche della Pittura all’Accademia di Belle Arti, che vive e lavora tra Trani e Roma, e si caratterizza per un linguaggio iperrealista volto ad azzerare la distanza tra finzione scenica e realtà sociale. Agrimi è già noto al pubblico per la partecipazione alla 54ª Biennale di Venezia.
Collaborazioni e produzione
- La gabbia in grigliato è stata realizzata in collaborazione con Emmegi grigliati di Gioia del Colle.
- La struttura è stata sponsorizzata dall’imprenditore Paolo Montemurro, proprietario dell’azienda.
- L’opera è parte della programmazione del Festival Castel dei Mondi, giunto alla sua XXX edizione.
Dal punto di vista critico e sociologico, l’installazione viene presentata come un’autopsia visiva del presente: una figura che non è solo corpo punito, ma riflesso di una società «malata di intolleranza e giudizio sommario», secondo la scheda dell’opera.
«Questa è la mia quarta edizione del Festival Castel dei Mondi»
Nel comunicato che accompagna l’opera, Agrimi ringrazia in particolare Francesco Fisfola, indicato come colonna portante del festival e direttore di produzione, per il supporto nella realizzazione del progetto. L’allestimento, pensato per essere attraversato dallo sguardo dei passanti, vuole scuotere la sensibilità degli spettatori e sollevare domande sul concetto di inclusione, discriminazione e alterità.
Impatto sulla vita cittadina
L’installazione occupa uno spazio pubblico del centro storico e, per tale ragione, ha un impatto diretto sulla percezione dello spazio urbano da parte dei residenti e dei visitatori. Collocata nel cuore pulsante della città, Piazza Catuma, l’opera si presta a diventare un punto di riferimento visivo e polemico durante la durata del Festival. La scelta di un linguaggio forte e provocatorio sposta l’attenzione dal solo circuito artistico a questioni sociali pratiche e quotidiane, stimolando dibattito pubblico e attenzione mediatica.
| Elemento | Dettaglio |
|---|---|
| Opera | Liscio come l’odio |
| Artista | Dario Agrimi |
| Luogo | Piazza Catuma, Andria |
| Evento | XXX Festival Internazionale Castel dei Mondi |
Per gli abitanti di Andria, l’opera rappresenta un’occasione per confrontarsi con un messaggio che attraversa la dimensione estetica e quella civile: la città diviene palcoscenico di una denuncia pubblica contro la discriminazione e l’odio, proponendo allo stesso tempo un momento di riflessione collettiva sul valore dello spazio pubblico come luogo di visibilità e di dibattito.