Rincari e serrande: la fatica dei comaschi a trovare un luogo per rinfrescarsi
Nei giorni di caldo estivo molti cittadini di Como si trovano a dover scegliere tra mettersi in coda per accedere al lago — non sempre praticabile o comodo — e pagare tariffe elevate per una mezza giornata in piscina. Secondo le segnalazioni raccolte e i rilievi pubblicati, i costi dei biglietti d’ingresso agli impianti comunali sono aumentati in modo significativo, mentre alcune strutture restano chiuse proprio quando la domanda cresce.
Il caso più eclatante segnalato riguarda la piscina di Casate, dove il prezzo del biglietto giornaliero è passato da 7 a 13 euro. A denunciarlo è Lucas Radice, segretario provinciale di Sinistra Italiana Como (Alleanza Verdi e Sinistra), che parla di una tariffa che esclude fasce di popolazione già in difficoltà economica.
"Una ‘tariffa anti-maranza’ che va a pesare sulle tasche di chi cerca un minimo di refrigerio"
La situazione non è isolata. L’impianto coperto adiacente allo stadio Sinigaglia è in pausa estiva e il personale che normalmente lo gestisce lavora anche a Casate: la sovrapposizione delle gestione riduce le disponibilità complessive. Inoltre, la storica piscina di via del Dos, unica struttura che consentiva il nuoto a persone con gravi disabilità motorie, è stata chiusa in attesa di lavori di ristrutturazione che l'amministrazione comunale ha annunciato di voler avviare. A dicembre la giunta aveva stanziato 200.000 euro per interventi, ma le riaperture promesse non si sono ancora concretizzate.
Impatto sociale ed economico per la città
Gli aumenti e le chiusure hanno ricadute pratiche sull'accesso al benessere e alla socialità. Per molti comaschi la piscina rappresenta una possibilità di sollievo dal caldo, un luogo per attività motoria e un presidio di inclusione per anziani e persone con disabilità. Incrementi del prezzo d’ingresso rischiano di trasformare queste strutture in servizi esclusivi, accessibili soprattutto a turisti o a chi può permettersi la spesa, contribuendo a una percezione di città sempre più orientata al turismo di massa.
- Famiglie e giovani: maggiori costi riducono la frequenza e la possibilità di attività ricreative.
- Anziani e disabili: la chiusura di strutture adatte limita l'accesso a servizi sanitari e ricreativi fondamentali.
- Equità territoriale: alcune zone della città rimangono senza alternative valide al lago, non balneabile ovunque.
Numeri utili e confronto tariffe
| Impianto | Tariffa precedente (€) | Tariffa attuale (€) |
|---|---|---|
| Casate | 7 | 13 |
| Via del Dos | Chiusura in attesa di ristrutturazione (stanziamento: 200.000 €) | |
Questi dati, emersi nelle cronache locali, non forniscono un quadro esaustivo dell’intero sistema delle piscine comunali, ma offrono un indicatore delle criticità percepite dai cittadini e dalle forze politiche locali.
Reazioni e prospettive
Le critiche sono arrivate da ambienti politici e dell'associazionismo. È stata messa in evidenza la contraddizione tra la retorica che dipinge Como come meta turistica d’eccellenza e la difficoltà a garantire servizi pubblici di base ai residenti, in particolare nei periodi di caldo intenso.
Dal punto di vista amministrativo, la somma stanziata per la ristrutturazione della piscina di via del Dos costituisce un impegno formale, ma i tempi di attuazione e l’effettiva riapertura restano ancora da verificare. Nel frattempo, per chi cerca refrigerio a costi contenuti le opzioni si riducono.
Per i comaschi l’urgenza è duplice: avere garanzie sui tempi di riapertura delle strutture chiuse e una revisione delle tariffe che tenga conto della tutela sociale, evitando che l’accesso a servizi essenziali diventi appannaggio di pochi.