Decisione comunale e reazioni degli assegnatari
Palazzo Cernezzi ha disposto lo sgombero degli orti di via Tettamanti, nel quartiere di Rebbio, notificando ai coltivatori una diffida a rimuovere manufatti e materiali entro il termine indicato. Le comunicazioni, datate 24 giugno, impongono la liberazione degli spazi entro il prossimo lunedì 13 luglio. Si tratta degli ultimi appezzamenti ancora coltivati in quel corridoio urbano verde, dove per decenni pensionati e residenti si sono presi cura di piccoli orti familiari.
La misura segue la scadenza delle concessioni e una precedente comunicazione del Comune che annunciava la necessità di interventi sul verde pubblico, motivando l’impossibilità di proseguire con la coltivazione di ortaggi come pomodori e zucchine. Nella diffida si indica che, in caso di mancata ottemperanza, il Comune provvederà alla rimozione e al successivo addebito dei costi ai titolari degli appezzamenti.
Le voci degli interessati e il contesto sociale
Tra gli interessati figurano soprattutto persone anziane: molti hanno coltivato questi terreni per decenni e si dicono sorpresi e amareggiati per il modo in cui è stata gestita la vicenda. Secondo i riferimenti raccolti, sull'area esistono circa una quarantina di piccoli orti; tuttavia, per effetto dell'abbandono e dell'età di molti assegnatari, gli appezzamenti attivi si sarebbero ridotti a poco più di una decina.
«Ma non si fa così – dice Michele Abiuso, figlio di uno degli assegnatari, 88 anni – Una volta i Comuni chiamavano, convocavano, se ne discuteva. Qui dopo trent’anni non ci hanno nemmeno detto perché ci mandano via.»
Gli assegnatari denunciano la mancanza di un confronto preventivo e lamentano che non sia stata offerta alcuna alternativa o proposta per la riqualificazione partecipata dell’area. Alcuni si sono rivolti a volontari della parrocchia di Rebbio per ottenere supporto pratico nella rimozione degli attrezzi e delle strutture di fortuna, data l'età e le condizioni fisiche degli interessati.
Aspetti amministrativi e conseguenze operative
Dalla documentazione comunale emerge che la decisione segue la scadenza delle concessioni e la necessità di effettuare interventi sul verde, incluendo la potatura di alberi e la sistemazione delle siepi. Il provvedimento non consente la prosecuzione dell'attività di coltivazione degli orti nella forma precedente e prevede la possibilità di addebitare agli inadempienti le spese di bonifica.
Per gli assegnatari, oltre al disagio materiale, la perdita dell'orto significa l'interruzione di un'abitudine consolidata che ha funzioni sociali e di cura della persona, soprattutto per gli anziani che vedevano nell'appezzamento uno spazio di attività e socialità.
Informazioni pratiche per gli interessati
- Termine per lo sgombero: lunedì 13 luglio (data indicata nella diffida).
- Oggetto della diffida: rimozione di manufatti, materiali e occupazioni non autorizzate.
- Conseguenze del mancato intervento: rimozione d'ufficio e addebito delle spese a carico degli inadempienti.
Chi necessita di chiarimenti o intende presentare documentazione può rivolgersi agli uffici comunali competenti per ottenere informazioni sui termini e sulle modalità di intervento. Al momento non risultano segnalazioni ufficiali di aperture a rinnovi delle concessioni o di soluzioni alternative concordate con gli assegnatari ancora attivi.
Rilevanza locale
La questione tocca temi ricorrenti per la gestione degli spazi urbani: la tutela delle aree verdi, la protezione degli anziani e la trasparenza nelle procedure amministrative. Per il quartiere di Rebbio, la rimozione degli orti rappresenta inoltre la perdita di una piccola infrastruttura sociale, costruita negli anni attraverso la cura volontaria di cittadini spesso fragili.
| Elemento | Informazione |
|---|---|
| Località | Via Tettamanti, Rebbio (Como) |
| Data diffida | 24 giugno |
| Termine per lo sgombero | 13 luglio |
| Orti totali nell'area | Circa 40 |
| Orti ancora coltivati | Poco più di 10 |
La vicenda proseguirà con eventuali contatti tra gli interessati e gli uffici comunali; resta da vedere se emergeranno proposte alternative per la gestione degli spazi o misure di sostegno per i coltivatori più anziani.