Un immobile abbandonato destinato all’housing sociale
Uno stabile comunale dismesso da circa vent’anni, situato tra via Chinotto e viale Trieste, è stato indicato come la possibile sede di un progetto di reinserimento per persone che escono dal carcere o sono in prova con misure alternative. L’annuncio è emerso durante una conferenza stampa a Udine promossa dal Garante comunale dei diritti delle persone private della libertà personale insieme a partner del terzo settore e all’Amministrazione comunale.
La struttura, composta da quattro unità abitative, dovrebbe essere oggetto di lavori di ristrutturazione per adattarla ad ospitare persone in percorsi di reinserimento sociale e, potenzialmente, spazi per attività produttive. La stima dei costi ammonta a circa 3 milioni di euro, risorse che l’amministrazione intende reperire attraverso finanziamenti pubblici.
Tempistiche, responsabilità e attori coinvolti
L’assessore comunale alle Politiche abitative ha dichiarato che l’obiettivo è avviare la progettazione entro il 2027, inserendo l’intervento nel nuovo Documento unico di programmazione 2027-2029. Tra i soggetti chiamati a partecipare al percorso figurano Coop Alleanza 3.0, Società della Ragione, Icaro e l’ente comunale, oltre al Garante dei detenuti.
- Localizzazione: via Chinotto / viale Trieste, Udine
- Tipologia immobile: stabile comunale dismesso
- Unità abitative previste: 4
- Stima spesa: circa 3 milioni di euro
- Avvio progettazione: previsto nel 2027
Il quadro carcerario e le priorità indicate
La conferenza ha offerto anche l’occasione per un aggiornamento sulle condizioni della casa circondariale cittadina. Il Garante ha evidenziato che al momento i detenuti sono 167 a fronte di una capienza regolamentare di 95 posti, con precedenti punte fino a 190 persone. Tra le problematiche richiamate, la cura della salute dei reclusi è stata indicata come la criticità più urgente.
«Avere una casa è uno degli elementi decisivi per costruire un vero percorso di reinserimento»
Nel corso dell’incontro è stata ricordata anche l’attività solidale rivolta ai detenuti: in occasione delle festività estive la cooperativa ha donato alla struttura circa 200 chilogrammi di angurie, distribuite internamente secondo la tradizione locale per portare sollievo a chi trascorre il Ferragosto in carcere.
Impatto locale e prossime fasi
Per la città di Udine il progetto può incidere su due fronti principali: da un lato, il recupero di un immobile inutilizzato in una zona urbana; dall’altro, la creazione di percorsi abitativi e di supporto per persone coinvolte in percorsi di giustizia penale, che spesso incontrano difficoltà significative nell’accesso alla casa e al lavoro. L’effettiva realizzazione dipenderà ora dalla definizione del finanziamento pubblico e dall’avvio della progettazione entro i tempi annunciati.
| Voce | Dato |
|---|---|
| Unità abitative previste | 4 |
| Stima finanziaria | ~3 milioni € |
| Detenuti attuali | 167 |
| Capacità regolamentare | 95 |
Il passaggio successivo sarà l’avvio della progettazione e la ricerca dei fondi pubblici necessari: scelte che determineranno tempi e modalità dell’intervento e che saranno decisive per trasformare una proposta in un servizio concreto per la comunità udinese e per le persone interessate dai percorsi di reinserimento.