Vertenza sui rimborsi: la Fenalt porta il Comune di Trento in giudizio
La vertenza tra il sindacato Fenalt e il Comune di Trento è sfociata nella decisione di avviare un contenzioso legale dopo che l'amministrazione comunale ha declinato la partecipazione a un tentativo facoltativo di conciliazione promosso dal Servizio Lavoro della Provincia. Al centro della controversia c'è il riconoscimento dei rimborsi chilometrici arretrati per gli operai che, in regime di reperibilità, hanno effettuato interventi d'emergenza con mezzo proprio.
Secondo la nota diffusa dal sindacato, il diniego comunale è motivato dalla tesi che la tutela contrattuale recentemente introdotta non si applicherebbe retroattivamente. La Fenalt contesta questa interpretazione sostenendo che la nuova norma contrattuale riprende e rende esplicita una previsione già presente in un allegato contrattuale applicato da decenni in molte amministrazioni.
“Siamo profondamente scandalizzati e amareggiati... Il Comune pretende di far ricadere interamente sugli operai il costo economico degli interventi in emergenza” – Maurizio Valentinotti, segretario generale Fenalt.
Per il sindacato, la decisione del Comune rappresenta «una grave ed inaccettabile anomalia nel panorama provinciale»: mentre la Provincia autonoma di Trento e la quasi totalità degli altri comuni riconoscerebbero regolarmente tali rimborsi, gli operai del capoluogo sarebbero trattati come «lavoratori di serie B». Fenalt denuncia che la pratica comunale scaricherebbe sulle tasche dei lavoratori le spese per gli spostamenti notturni, nei fine settimana o durante le festività, incidendo sui redditi di chi assicura la continuità dei servizi essenziali.
Conseguenze e scenari
La scelta di non aderire alla conciliazione apre la strada a un processo che potrebbe chiarire l'interpretazione delle norme contrattuali e stabilire se il Comune debba corrispondere i rimborsi richiesti. Gli esiti del contenzioso avranno ricadute pratiche sui lavoratori interessati e, eventualmente, sul bilancio comunale qualora vengano riconosciute somme arretrate.
- Parte interessata: personale operaio del Comune di Trento in regime di reperibilità.
- Richiesta: riconoscimento dei rimborsi chilometrici arretrati per interventi d'emergenza effettuati con mezzo proprio.
- Stato attuale: Comune ha rifiutato la conciliazione; Fenalt avvia causa legale.
Il sindacato fa inoltre riferimento a responsabilità politiche, citando il primo cittadino con il cognome Ianeselli, e rimarca che il rifiuto alla conciliazione contrasta con pratiche adottate da altri enti della provincia. Al momento non sono riportate risposte ufficiali dettagliate da parte dell'amministrazione comunale oltre alla comunicazione formale del rifiuto al tentativo conciliativo.
Per i cittadini di Trento
Per i residenti, la vertenza interessa anzitutto il funzionamento e la qualità dei servizi comunali di manutenzione ed emergenza che questi operai garantiscono. Un irrigidimento dei rapporti potrebbe portare a tensioni sindacali o a richieste di indennizzi che inciderebbero sulle risorse a disposizione dell'Ente locale. Resta da vedere se le parti troveranno un accordo prima che il contenzioso arrivi in sedi giudiziarie o se la questione verrà risolta con una pronuncia che faccia da riferimento per l'amministrazione trentina e per altri enti locali.
| Attore | Posizione |
|---|---|
| Fenalt (Maurizio Valentinotti) | Richiede rimborsi arretrati e avvia causa |
| Comune di Trento | Ha rifiutato la conciliazione; sostiene non retroattività della norma |