La sentenza che chiude una vertenza sulle misure estreme verso una specie protetta
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso promosso dalla Provincia autonoma di Trento contro la sentenza del Consiglio di Stato che aveva annullato il decreto di abbattimento dell'orsa identificata come F36. La decisione, comunicata il 3 luglio 2026 dalle associazioni animaliste coinvolte, conferma le valutazioni critiche espresse dai giudici amministrativi sui passaggi istruttori che avevano portato al provvedimento di uccisione.
Le associazioni LNDC Animal Protection, LAV e WWF Italia, assistite dagli avvocati Paolo Emilio Letrari e Michele Pezone, hanno sottolineato che la Suprema Corte ha riconosciuto come il Consiglio di Stato abbia individuato "gravi criticità nell'istruttoria e nella qualificazione dei fatti" che motivavano la misura estrema. Per le organizzazioni, la pronuncia ribadisce che il controllo giurisdizionale sulle decisioni che riguardano specie particolarmente protette non è puramente formale ma rappresenta una garanzia sostanziale di legalità.
«La reazione di F36 all'incontro con due persone il 30 luglio 2023 è dipesa dal fatto che questi ultimi ‘non si erano attenuti alle regole diffuse dalla stessa amministrazione provinciale in caso di incontri con orsi'»
La motivazione riportata nella pronuncia della Cassazione evidenzia come, secondo il Consiglio di Stato, la Provincia e l'ISPRA avessero errato nella qualificazione degli eventi contestati e non avessero considerato elementi emersi nell'istruttoria che potevano incidere sulla valutazione complessiva del rischio e del comportamento dell'animale.
- Impatto amministrativo: la conferma della sentenza impone alla Provincia autonome di rivedere le procedure e le valutazioni tecniche adottate in simili contesti.
- Aspetto giuridico: la decisione rafforza il ruolo del controllo giurisdizionale sulle misure eccezionali rivolte a specie protette.
- Conseguenze pratiche: potenziali ripercussioni su protocolli di gestione degli incontri con orsi e sulla collaborazione con gli enti tecnici come l'ISPRA.
La vicenda trae origine da un episodio del 30 luglio 2023, quando un confronto tra l'orsa F36 e due persone venne valutato nelle successive istruttorie come elemento che poteva giustificare misure estreme. La Cassazione, però, ha condiviso la lettura del Consiglio di Stato secondo cui il comportamento dell'animale era stato travisato e alcuni elementi decisivi non erano stati adeguatamente considerati.
Al di là delle vertenze legali, la pronuncia solleva questioni operative per la gestione della fauna selvatica in provincia di Trento: la necessità di linee guida chiare, di formazione per la popolazione e di protocolli condivisi tra amministrazione, enti tecnici e forze dell'ordine per ridurre il rischio di incidenti e per garantire che ogni misura sia proporzionata e fondata su una valutazione istruttoria completa.
| Evento | Data |
|---|---|
| Incontro tra F36 e due persone | 30 luglio 2023 |
| Comunicazione della decisione della Cassazione | 3 luglio 2026 |
Le associazioni animaliste hanno interpretato la decisione come un richiamo alla necessità di rispettare standard procedurali elevati quando si adottano provvedimenti che incidono sulla vita di animali appartenenti a specie protette. La pronuncia rappresenta dunque un riferimento per futuri casi analoghi e pone sotto i riflettori le procedure seguite dalla Provincia e dagli enti competenti nella gestione degli orsi sul territorio provinciale.