Situazione numerica e profilo della popolazione carceraria
Alla casa circondariale di Spini di Gardolo, nel comune di Trento, sono attualmente ospitati 425 detenuti, suddivisi in 46 donne e 379 uomini. Tra gli uomini, 123 sono classificati come protetti. Sul totale, 327 risultano definitivi mentre 98 sono ancora imputati in attesa di processo.
Composizione per origine e criticità rilevate
La percentuale di persone con background migratorio nel carcere di Trento supera il 50%, valore sensibilmente più alto rispetto alla media nazionale, che si attesta intorno al 30%. In particolare, tra le detenute donne 19 sono straniere; tra gli uomini 209 hanno cittadinanza straniera.
Osservazioni e richieste dal mondo del volontariato e delle istituzioni
Nel corso dell'incontro pubblico promosso dall'Alleanza per l'Articolo 27, cui hanno partecipato rappresentanti di associazioni, del volontariato e figure istituzionali, è stata richiamata l'attenzione sulle limitate opportunità di impiego e sui ridotti percorsi di reinserimento attivi all'interno della struttura penitenziaria.
«Il carcere di Trento soffre di "poco lavoro e poche occasioni di reinserimento"»
La carenza di opportunità lavorative è stata evidenziata come elemento che ostacola il ritorno alla vita quotidiana una volta espiata la pena, con effetti sia sul singolo che sulla sicurezza sociale nel lungo periodo.
Questione anagrafica e impatto pratico
Un nodo amministrativo sollevato durante l'incontro riguarda la possibilità di iscrivere all'anagrafe comunale i detenuti stranieri privi di permesso di soggiorno. Per legge il detenuto senza residenza in Italia dovrebbe essere inserito nella lista anagrafica del Comune dove si trova il carcere, ma una circolare del Ministero dell'Interno sta impedendo tale iscrizione a Trento. L'osservazione posta dal garante per i diritti delle persone detenute definisce la circolare «a mio avviso illegittima» e segnala di aver chiesto la disapplicazione al sindaco del capoluogo, la cui risposta è attesa.
Partecipanti e prospettive
All'incontro hanno preso parte rappresentanti di Apas, Atas, del garante dei detenuti, della conferenza regionale del volontariato di giustizia e figure del mondo del sociale e sportivo locale. La presenza di più attori istituzionali mette in evidenza la volontà di affrontare criticità organizzative e politiche che incidono sulla vita quotidiana dei detenuti e sulle possibilità concrete di reinserimento.
- Numero totale detenuti: 425
- Donne: 46 (19 straniere)
- Uomini: 379 (209 stranieri; 123 protetti)
- Definitivi/imputati: 327 definitivi, 98 imputati
| Voce | Numero |
|---|---|
| Detenuti totali | 425 |
| Donne | 46 |
| Uomini | 379 |
| Detenuti definitivi | 327 |
| Detenuti imputati | 98 |
La situazione descritta solleva questioni pratiche e di diritto che richiedono risposte sia sul piano locale — per esempio tramite progetti mirati alla formazione e al lavoro in carcere — sia sul piano nazionale, in relazione alla circolare ministeriale che impedisce l'iscrizione anagrafica dei detenuti stranieri privi di permesso. Le ricadute di queste scelte amministrative possono pesare sul diritto all'assistenza, sulla possibilità di accesso a servizi e, di riflesso, sulle reali chance di reinserimento sociale alla scarcerazione.