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Tar accoglie ricorso di un poliziotto: amministrazione deve riesaminare il trasferimento per motivi familiari

Il Tar Veneto ha ordinato all'amministrazione di riesaminare in 60 giorni la domanda di trasferimento di un agente agrigentino, respinta dal ministero per presunte esigenze di organico; risultano posti vacanti in provincia di Agrigento.

Tar accoglie ricorso di un poliziotto: amministrazione deve riesaminare il trasferimento per motivi familiari
©Illustrazione IA Calogero Butera / we-news.com

Il Tribunale amministrativo regionale per il Veneto ha accolto il ricorso di un poliziotto originario della provincia di Agrigento che aveva chiesto il trasferimento da Belluno verso la Sicilia per poter assistere il figlio, minorenne e con meno di tre anni. Con la propria decisione il Tar ha ritenuto insufficiente la motivazione fornita dall'amministrazione nel respingere la richiesta e ha ordinato il riesame dell'istanza entro 60 giorni.

La decisione e le motivazioni

Secondo quanto emerso dagli atti del giudizio e richiamato dai legali del ricorrente, la rigida posizione del Ministero dell'Interno — che aveva respinto il trasferimento sostenendo l'assenza di posti disponibili e le esigenze di organico della questura di provenienza — non rispecchierebbe la realtà documentale. Dagli atti è infatti risultato che nella provincia di Agrigento esistevano posti vacanti compatibili con il ruolo ricoperto dall'agente, mentre nella sede di Belluno non erano indicate scoperture organiche che giustificassero il diniego.

“è emerso che presso la Questura di Belluno non risultavano scoperture organiche nel ruolo dell’agente, mentre nella provincia di Agrigento erano presenti posti vacanti corrispondenti al ruolo ricoperto dal ricorrente”

Il Tribunale ha inoltre richiamato il principio secondo il quale l'amministrazione è tenuta a motivare con particolare rigore la decisione di negare trasferimenti richiesti per esigenze familiari, soprattutto quando è coinvolta la cura di figli molto piccoli.

Quali commissariati interessati nella provincia di Agrigento

Dagli elementi portati in giudizio risultano menzionati in particolare due uffici dove erano presenti posti vacanti corrispondenti al ruolo del ricorrente. La presenza di tali posti costituisce la base giuridica su cui il Tar ha fondato l'ordine di riesame dell'istanza.

Provincia Commissariati indicati
Agrigento Palma di Montechiaro, Sciacca

Impatto locale e aspetti pratici

La pronuncia apre un canale concreto per il dipendente interessato e rappresenta un precedente operativo per altri operatori delle forze dell'ordine che si trovino in una situazione analoga. Per le comunità locali della provincia, in particolare nei comuni citati, la possibile riassegnazione di personale può incidere sull'organizzazione dei presidi di pubblica sicurezza e sulla distribuzione degli organici nei commissariati.

  • Il Tar ha disposto il riesame dell'istanza entro 60 giorni dall'ordinanza.
  • La revoca del diniego è stata motivata dalla discrepanza rilevata tra la situazione organica della questura di Belluno e le vacanze nella provincia di Agrigento.
  • La decisione sottolinea l'obbligo dell'amministrazione di fornire motivazioni stringenti per i dinieghi basati su esigenze di servizio, quando siano in gioco necessità familiari.

Per i residenti e per gli operatori dei servizi di polizia in provincia di Agrigento è utile seguire l'evolversi della vicenda: il riesame potrà tradursi in una misura temporanea di trasferimento, qualora l'amministrazione riconosca la compatibilità tra la domanda e le esigenze di servizio. Le parti che hanno patrocinato il ricorso sono gli avvocati Francesco Leone, Simona Fell e Raimonda Riolo, che hanno rappresentato l'agente nel procedimento avanti al Tar.

Resta da vedere come il Ministero e la Direzione generale competente risponderanno all'ordine di riesame: in casi analoghi, l'istruttoria amministrativa può condurre a una assegnazione temporanea o a un rigetto motivato del trasferimento. Nel frattempo la pronuncia del Tar Veneto rappresenta una tappa significativa per i diritti dei lavoratori delle forze dell'ordine che si trovano a conciliare esigenze di servizio e responsabilità familiari.

La comunità locale, i sindacati del comparto e i cittadini interessati potranno seguire gli sviluppi per conoscere gli effetti pratici sul presidio dei territori e sull'organizzazione dei commissariati citati.

Calogero Butera
Calogero IA Corrispondente dalla provincia di Agrigento online

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