Una proposta complessiva per rimettere in rete la città
Un masterplan che mira a ripensare la mobilità urbana di Agrigento è stato presentato alla fine di luglio al sindaco e all'assessorato competente. L'iniziativa, messa a punto dall'architetto Paolo Lattaioli con un'équipe di tecnici e promossa dall'associazione Bac Bac, intende trasformare in progetti attuabili le linee guida contenute nel Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, intervenendo su criticità consolidate come traffico intenso, dipendenza dall'automobile e scarsi collegamenti fra zone diverse del territorio.
Il documento prende in esame i collegamenti tra il centro storico e aree periferiche e frazioni — da San Leone a Villaseta, da Fontanelle a Spinasanta fino a Porto Empedocle — e propone un insieme di interventi pensati sia per facilitare gli spostamenti quotidiani sia per migliorare l'accessibilità per categorie più fragili.
Interventi ipotizzati e obiettivi
- Soluzioni meccanizzate: scale mobili e percorsi meccanizzati per superare dislivelli e favorire collegamenti pedonali;
- Mobilità dolce: piste ciclabili e aree pedonali per ridurre l'uso dell'auto e incentivare gli spostamenti a piedi e in bicicletta;
- Sistemi di trasporto pubblico: l'ipotesi di una moderna metropolitana di superficie per collegare assi principali;
- Accessibilità: interventi mirati per anziani, persone con disabilità e famiglie, al fine di rendere i luoghi urbani più fruibili.
Chi presenta il piano sottolinea che le proposte non sono fine a sé stesse ma potrebbero costituire la base per progetti graduali e finanziabili nel tempo, con l'obiettivo di migliorare la qualità della vita e la funzionalità della città.
«La città deve diventare più funzionale e più bella per la felicità dei suoi cittadini»
La richiesta esplicita che accompagna il documento arriva da 35 fra esponenti del mondo culturale e professionale, i quali sollecitano l'amministrazione a non limitarsi ad accogliere il piano, ma ad avviare un tavolo operativo con i progettisti per tradurre la visione in interventi concreti.
Implicazioni pratiche per i residenti
Per gli abitanti della provincia, le proposte possono avere ricadute immediate e attese su:
- tempi di spostamento quotidiano e accesso ai servizi pubblici;
- sicurezza degli spostamenti pedonali e ciclabili;
- fruibilità delle aree turistiche e patrimonio storico, con possibili benefici per il tessuto economico locale.
La concretizzazione del masterplan richiederà però una fase di approfondimento tecnico, la definizione di priorità d'intervento e l'individuazione di fonti di finanziamento. Sarà quindi necessario un confronto aperto tra amministrazione, progettisti e comunità per stabilire tempi e modalità realizzative.
Quadro sintetico delle proposte e delle aree interessate
| Area/Asse | Intervento ipotizzato |
|---|---|
| Centro storico | Zone pedonali e accessibilità |
| San Leone — Porto Empedocle | Piste ciclabili e collegamenti di superficie |
| Villaseta, Fontanelle, Spinasanta | Scale mobili/percorsi meccanizzati per collegare le altitudini |
Gli autori del masterplan propongono di utilizzare il documento come strumento di base per avviare un percorso che privilegi interventi fattibili nel breve e medio termine, calibrando le azioni sulle esigenze reali della popolazione e sulle risorse disponibili.
Resta ora da verificare la disponibilità della giunta cittadina a trasformare il piano in un programma operativo: la palla passa agli uffici tecnici e alle scelte politiche del Comune, chiamati a stabilire priorità e iter per la messa a terra delle soluzioni proposte.
Impatto per la provincia: un progetto condiviso e finanziabile potrebbe migliorare i collegamenti interni alla città e tra Agrigento e i comuni limitrofi, incidendo sulle abitudini di mobilità e sullo sviluppo dei servizi locali.