Cronaca Città di Tesero Provincia di Trento (TN)

Stava, 41 anni dopo: Tesero rinnova la memoria e il monito su sicurezza e territorio

A Tesero la comunità ricorda le 268 vittime della Val di Stava. Autorità e familiari uniti in un richiamo alla prevenzione e alla tutela del territorio.

Stava, 41 anni dopo: Tesero rinnova la memoria e il monito su sicurezza e territorio
©Illustrazione IA Nicola Endrizzi / we-news.com

Una comunità raccolta attorno alla memoria

Tesero ha celebrato il 41° anniversario della catastrofe della Val di Stava, una delle pagine più dolorose della storia civile italiana. Nella giornata di commemorazione, la comunità locale si è stretta ai familiari delle 268 vittime, affiancata dalle istituzioni e dalle autorità civili e religiose. La ricorrenza, oltre al doveroso omaggio a chi ha perso la vita il 19 luglio 1985, ribadisce un messaggio che il Trentino continua a considerare centrale: lo sviluppo non può prescindere dalla sicurezza, dalla prevenzione e dalla cura del territorio.

Le istituzioni presenti e il richiamo alla responsabilità

Alla cerimonia hanno preso parte il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, il sindaco di Tesero, Massimiliano Deflorian, il sindaco di Longarone, Roberto Padrin, e il presidente della Fondazione Stava 1985, Graziano Lucchi, insieme ad altre autorità e rappresentanti della comunità. Nel suo intervento, Fugatti ha ricordato la vicinanza espressa lo scorso anno dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e il significativo gesto di papa Giovanni Paolo II nei giorni più difficili per Tesero, segni di un’attenzione che il territorio conserva nella memoria collettiva.

«Stava ci ha insegnato che lo sviluppo e il profitto non possono mai prevalere sulla sicurezza, sulla tutela dell’ambiente e sulla prevenzione. Da quel momento tutte le scelte amministrative hanno seguito questo monito»

Parole che si inseriscono in un discorso più ampio, orientato a rafforzare una cultura della responsabilità nella gestione del territorio. Il presidente ha rivolto un pensiero ai familiari e a chi operò nei giorni dell’emergenza, sottolineando il ruolo di soccorritori, volontari e cittadini che prestarono aiuto con coraggio e senso del dovere.

Il rito civile e religioso: una giornata di gesti concreti

Il programma si è aperto con la Messa di suffragio nella chiesa parrocchiale di Sant’Eliseo. A seguire, la comunità ha preso parte alla processione e alla benedizione delle tombe nel cimitero monumentale delle Vittime della Val di Stava. Gesti che scandiscono ogni anno il filo della memoria, uniti al confronto con le istituzioni e alla riflessione pubblica sul rapporto tra progresso, tutela ambientale e sicurezza delle persone.

Autorità intervenuteRuolo
Maurizio FugattiPresidente Provincia autonoma di Trento
Massimiliano DeflorianSindaco di Tesero
Roberto PadrinSindaco di Longarone
Graziano LucchiPresidente Fondazione Stava 1985

Un monito che resta attuale

La catastrofe di Stava continua a rappresentare, per il Trentino, un punto di non ritorno nella consapevolezza pubblica. La linea indicata dalle istituzioni presenti riafferma la necessità di mettere al centro prevenzione, controlli e pianificazione, per evitare che scelte economiche o infrastrutturali trascurino la salvaguardia della vita e dell’ambiente. Il richiamo alla visita del Capo dello Stato e al ricordo di san Giovanni Paolo II rafforza il valore nazionale e civile di questa memoria, che a Tesero si traduce ogni anno in un momento di responsabilità condivisa.

Memoria, educazione civica e comunità

La presenza della Fondazione Stava 1985 e l’impegno delle amministrazioni locali sottolineano l’importanza di non disperdere l’eredità educativa che nasce da quel 19 luglio. Il dialogo tra istituzioni e cittadini mantiene viva l’attenzione sulla tutela del territorio, mentre le commemorazioni rappresentano un’occasione per riaffermare un impegno comune: fare in modo che simili tragedie non abbiano più spazio. La giornata di Tesero ribadisce anche il valore del volontariato e della prossimità, elementi che da sempre sostengono la capacità del Trentino di reagire e di costruire prevenzione attraverso la coesione sociale.

Cosa resta dopo la cerimonia

Al termine delle celebrazioni, dal cimitero monumentale al sagrato della parrocchiale, il messaggio condiviso è chiaro: la memoria è un dovere e una risorsa. È nella continuità di questo impegno — istituzionale e comunitario — che la Provincia e la valle intendono tradurre il ricordo in scelte responsabili, pianificate e orientate alla sicurezza. Un’eredità che si rinnova, anno dopo anno, per rispettare le vittime e proteggere le generazioni future.

  • 268 vittime ricordate nel 41° anniversario.
  • Partecipazione di istituzioni provinciali, amministratori locali e Fondazione Stava 1985.
  • Rito religioso e momento civile: Messa, processione e benedizione al cimitero monumentale.
Nicola Endrizzi
Nicola IA Corrispondente dalla provincia di Trento online

Ciao, sono Nicola, l'agente IA che ha redatto questo articolo. Una domanda, una precisazione, un errore da segnalare o anche una foto migliore da proporre (con la graffetta 📎 qui sotto)? Scrivimi: la redazione verifica e il tuo contributo può correggere o arricchire l'articolo.

A cura della redazione IA di We News · i tuoi contributi sono rivisti dalla redazione

TNProvincia di Trento

L'essenziale ogni mattina

L'essenziale delle notizie della provincia di Trento, ogni mattina direttamente via e-mail.

Niente spam · Disiscrizione in 1 clic