Nella mattinata è stata resa nota l'operazione denominata "Armor", condotta dalla Dda e dalle forze dell'ordine, che ha portato all'esecuzione di 7 arresti e ha coinvolto complessivamente 16 persone indagate. Le attività investigative hanno ricostruito un progetto criminale articolato, finalizzato a un assalto al caveau della centrale di raccolta di denaro che serve imprese e attività commerciali nell'area industriale di Bari.
Il metodo e l'obiettivo
Secondo gli atti, il piano non era una rapina improvvisata ma una vera e propria operazione studiata nei dettagli: il gruppo avrebbe voluto utilizzare un escavatore caricato su un tir per sfondare l'ingresso del caveau e avrebbe fatto ricorso ad auto blindate per il trasporto e la fuga. Le indagini definiscono la formazione come un'organizzazione con caratteristiche paramilitari, riconducibile alla cosiddetta mafia cerignolana.
"Prendiamo 30 milioni e siamo a posto"
La frase, emersa negli atti d'inchiesta, è significativa del livello di ambizione del piano e della rilevanza del bersaglio: il caveau in questione è il centro di raccolta per il denaro proveniente da numerose aziende, quindi un obiettivo che avrebbe potuto produrre un danno economico rilevante e un forte allarme sociale.
Collegamenti e precedenti
Le indagini fanno riferimento anche a fatti recenti che hanno scosso la provincia: un anno fa un assalto a un blindato sulla SS96, nei pressi di Toritto, aveva già evidenziato la capacità organizzativa di gruppi criminali attivi sul territorio. L'operazione "Armor" appare dunque come il seguito di un quadro di recrudescenza della violenza organizzata nella zona.
- Operazione: Armor (Dda)
- Misure eseguite: 7 arresti
- Indagati: 16
- Obiettivo: caveau della centrale di raccolta valori, zona industriale di Bari
Implicazioni per il territorio
Un'azione di queste dimensioni, se fosse riuscita, avrebbe avuto conseguenze concrete per le imprese e per la sicurezza pubblica: il furto di somme ingenti dalle casse che raccolgono contante aziendale può interrompere la catena dei servizi finanziari locali, generare perdite economiche e aumentare la percezione di insicurezza tra i cittadini e gli operatori economici. Le autorità giudiziarie e di polizia, attraverso l'operazione, hanno interrotto il progetto in fase di pianificazione, ma l'allerta resta alta.
| Voce | Dato |
|---|---|
| Arresti | 7 |
| Indagati | 16 |
| Luogo del piano | Zona industriale di Bari |
| Organizzazione | Mafia cerignolana (indagini) |
Le forze dell'ordine hanno comunicato che gli accertamenti proseguiranno per definire ruoli e responsabilità, e per verificare eventuali collegamenti con altre azioni criminose sul territorio provinciale. Rimangono al momento sotto analisi le dinamiche finanziarie e logistiche che avrebbero dovuto consentire l'esecuzione dell'assalto.
Per le imprese e per chi opera nella zona industriale è opportuno mantenere alta l'attenzione sulle misure di sicurezza fisica e organizzativa: un controllo rafforzato dei mezzi in ingresso e la segnalazione immediata di movimentazioni sospette alle autorità possono contribuire a prevenire tentativi analoghi.
Le autorità competenti hanno promesso aggiornamenti man mano che le attività investigative proseguiranno. Nel frattempo, la notizia dell'operazione Armor sottolinea nuovamente la necessità di un presidio costante sul fronte della criminalità organizzata nella provincia di Bari.