Protesta di associazioni ambientaliste sul masterplan
Due realtà del territorio, Wwf Savona e Italia Nostra – sezione Alassio‑Andora, hanno espresso forti perplessità sul progetto di riqualificazione dell’area dell’ex Ariston ad Andora. I gruppi sostengono che il piano, così come presentato nei rendering e nelle relazioni tecniche, rischi di essere «anacronistico» e non rispondente agli obiettivi di qualità ambientale indicati dalla normativa regionale vigente.
"Riqualificazione ex‑Ariston, un progetto anacronistico"
Nel dettaglio, le osservazioni sollevate riguardano la previsione di edificare quattro palazzine da sei piani con due livelli interrati a ridosso della spiaggia, nell'area della foce del Torrente Merula. Le associazioni ricordano che la zona è particolarmente sensibile dal punto di vista paesaggistico, ambientale e idrogeologico, non lontana dall’Oasi del Merula, inserita nella rete provinciale come area protetta (37‑OA‑Me) destinata alla conservazione della zona umida e dell’avifauna.
Critiche e riferimenti normativi
Wwf e Italia Nostra pur riconoscendo la necessità di un intervento di riqualificazione, mettono in dubbio che l’opzione scelta sia la più adeguata. Le associazioni richiamano espressamente la L.R. Liguria 23/2018, sottolineando come gli interventi di rigenerazione urbana dovrebbero perseguire il miglioramento della qualità ambientale e l’adattamento climatico. Nelle relazioni che accompagnano il progetto sono indicati interventi di recupero di aree verdi e la ricostituzione di una pineta interna al subambito RU1, oggi in stato di degrado; tuttavia, secondo le associazioni, questi elementi risultano assenti o marginalizzati nelle rappresentazioni pubbliche del piano.
- Preoccupazione per la scomparsa dell'ultimo residuo di pineta dai rendering, nonostante la tutela prevista dal Decreto Legislativo 42/2004 (art.142).
- Richiamo agli obiettivi e ai criteri vincolanti della L.R. 23/2018 per la rigenerazione urbana.
- Segnalata la delicatezza idrogeologica della foce del Torrente Merula e la prossimità dell'area naturale protetta.
Implicazioni locali e prossime mosse
Per i cittadini di Andora e per gli amministratori locali la controversia solleva questioni pratiche: sicurezza idraulica della foce, capacità di smaltimento delle acque meteoriche, impatto visivo e turistico, nonché la conservazione di habitat importanti per l’avifauna. Le associazioni dichiarano di avere già esposto osservazioni tecniche «a chi di dovere»; non è però riportato se sia già stata avviata una procedura di variante urbanistica o se il progetto sia in fase preliminare di approvazione.
Sarà fondamentale seguire gli sviluppi formali: eventuali controdeduzioni del proponente, le valutazioni degli uffici tecnici comunali e provinciali, e gli esiti delle verifiche ambientali e idrogeologiche. Per i residenti interessati, le associazioni rappresentano un punto di riferimento per ottenere chiarimenti e per partecipare ai procedimenti pubblici.
| Elemento | Descrizione |
|---|---|
| Edifici previsti | 4 palazzine da 6 piani |
| Interrati | 2 livelli |
| Area interessata | Foce del Torrente Merula, fronte mare |
| Area protetta vicina | Oasi del Merula (provinciale 37‑OA‑Me) |
La vicenda tocca temi che sono al centro del dibattito pubblico locale: come conciliare rigenerazione urbana e tutela degli ecosistemi costieri, quale modello di sviluppo turistico e residenziale adottare per la riviera savonese, e quale ruolo debbano avere le normative regionali nella definizione di progetti in aree sensibili. Le prossime settimane potrebbero vedere ulteriori interventi delle associazioni, osservazioni formali e l’apertura di un confronto con l’amministrazione comunale.
Per i cittadini: è opportuno monitorare gli avvisi pubblici del Comune di Andora e delle strutture provinciali e regionali competenti, dove saranno pubblicate eventuali varianti progettuali, relazioni tecniche e le date di consultazione pubblica.