Lutto nel mondo del calcio, scompare un protagonista legato a Savona
È morto all’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure Italo Ghizzardi, classe 1937, portiere che ha segnato un pezzo di storia del calcio italiano e ligure. Nativo di Verona, ha lasciato un segno profondo anche a Savona, dove tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio dei Settanta ha indossato i guanti per quattro stagioni, diventando un punto di riferimento per i tifosi biancoblù e, in seguito, per intere generazioni di giovani estremi difensori formati sul territorio.
Il suo percorso professionale, iniziato ai massimi livelli con l’Hellas Verona, lo ha visto protagonista in Serie A e in Serie B, con un bagaglio di esperienza messo poi al servizio dei club liguri. Con il Savona, dove ha totalizzato 123 presenze tra il 1967 e il 1971, ha vissuto anni intensi dentro e fuori dal campo, arrivando in più occasioni a guidare la squadra ad interim nei passaggi di consegne tecnici, prima di tornare al ruolo di preparatore dei portieri.
Dalla vetrina della A al lavoro sul territorio
In carriera Ghizzardi ha disputato 41 partite in Serie A difendendo i pali di Verona, Bari e Mantova, e 172 in Serie B con Verona, Prato e Bari, vincendo due campionati cadetti. Indelebile la stagione 1956/57, quando contribuì alla prima storica promozione dell’Hellas Verona nella massima serie. In quell’annata affrontò campioni assoluti come John Charles, Omar Sivori e Luís Vinício, imponendosi all’esordio con una parata su rigore ai danni dello juventino Stivanello. Replicò l’impresa promozione anche con il Bari nel 1962/63, mentre nel 1964/65 condivise la porta del Mantova con un giovanissimo Dino Zoff.
Dopo il Savona chiuse la carriera da calciatore al Casale e intraprese con convinzione la strada della formazione, lavorando sulla crescita dei portieri con Novese, Savona, Cairese e Genoa. Alla sua esperienza si affidò anche Osvaldo Bagnoli: i due, amici dai tempi veronesi, si ritrovarono nel 1991, quando Bagnoli al Genoa volle proprio Ghizzardi come preparatore dei portieri.
Un’eredità sportiva che parla anche ligure
La sua impronta sul movimento calcistico locale è passata non solo dal campo, ma anche dalle panchine e dai settori giovanili. Diverse volte a Savona gli fu chiesto di reggere la guida tecnica per una o due partite nei momenti di transizione, conferma della fiducia riposta nel suo profilo umano e professionale. In seguito approdò stabilmente al Genoa, società nella quale è cresciuto anche il figlio Manuel, a sua volta portiere, che ha proseguito la carriera tra Carrarese (C1), Savona (C2) e Vado (Serie D).
Ghizzardi ha rappresentato per molti giovani estremi difensori un esempio concreto di serietà e dedizione, qualità che nel contesto provinciale hanno fatto la differenza dal punto di vista tecnico e formativo. La sua figura univa competenza e conoscenza del territorio: un patrimonio che ha arricchito club e allenatori con cui ha collaborato in Liguria e non solo.
Il saluto della comunità
La notizia della scomparsa ha colpito gli appassionati di calcio della provincia, in particolare l’ambiente biancoblù. I funerali di Italo Ghizzardi si svolgeranno domani ad Albissola. Lascia i figli Patrizia, Monica e Manuel.
I numeri e le tappe principali
- 41 presenze in Serie A con Verona, Bari e Mantova
- 172 partite in Serie B con Verona, Prato e Bari
- Con il Savona 123 presenze dal 1967 al 1971
- Promozioni in A con Hellas Verona (1956/57) e Bari (1962/63)
| Periodo | Club | Nota |
|---|---|---|
| 1956/57 | Hellas Verona | Promozione in Serie A |
| 1962/63 | Bari | Promozione in Serie A |
| 1964/65 | Mantova | Porta condivisa con Dino Zoff |
| 1967–1971 | Savona | 123 presenze complessive |
| Fine carriera | Casale | Ritiro dal calcio giocato |
Il ricordo che resta nel Savonese è quello di un professionista affidabile, capace di unire esperienza d’alta categoria e attenzione ai dettagli nel lavoro quotidiano sul campo. Un riferimento discreto e concreto, come spesso accade a chi conosce bene sia le esigenze delle società locali sia le aspettative dei tifosi.