La decisione sul fermo di Youssef Siher ha riportato sotto i riflettori la giudice per le indagini preliminari Tiziana Landoni, magistrata in servizio al Tribunale di Milano da circa due anni. Il provvedimento, con cui non è stata convalidata la misura, ha suscitato reazioni politiche fino alla definizione di «vergognosa» pronunciata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Il percorso professionale
Landoni è in magistratura da una dozzina d’anni. Prima dell’arrivo a Milano ha lavorato nei tribunali di Gela e Busto Arsizio. A Gela ha svolto funzioni di giudice del dibattimento, in una sede descritta come tradizionalmente poco richiesta e classificata come “disagiata”. Il passaggio successivo a Busto Arsizio le ha consentito di occuparsi di procedimenti molto diversi tra loro, senza che il percorso professionale riportato ne evidenzi una specializzazione unica.
Tra i casi affrontati in quella fase vengono ricordate un’indagine su presunte microtangenti attorno ai morti Covid nell’obitorio di Saronno, gli arresti di alcune persone accusate di rapine ai danni di una gioielleria di Arconate e il procedimento riguardante il primario di una clinica privata, accusato di violenza sessuale ai danni di una ex. Vicende differenti, richiamate per ricostruire il lavoro ordinario di una giudice chiamata a valutare fascicoli con responsabilità e conseguenze concrete per imputati e persone offese.
Il caso Siher e il dibattito sull'imparzialità
La decisione sul fermo dell’attivista pro-Palestina ha alimentato una discussione che si è spostata rapidamente dal contenuto dell’ordinanza alla figura della magistrata. Nei mesi scorsi Landoni aveva firmato l’appello dei giuristi per Gaza. La stessa adesione, secondo la ricostruzione disponibile, riguarda anche la pm che aveva chiesto per Siher la custodia in carcere.
La scelta di valutare un provvedimento attraverso la biografia del giudice, invece che sulla base delle motivazioni, è stata contestata nella ricostruzione del caso.
Il dato centrale resta quindi il confronto tra la richiesta della procura e la valutazione compiuta dalla gip nell’ambito delle sue funzioni. Le reazioni politiche non modificano il passaggio procedurale, ma rendono il caso particolarmente esposto sul piano pubblico. Per i cittadini milanesi, la vicenda riporta al centro il ruolo del giudice per le indagini preliminari: una figura chiamata a controllare la legittimità e i presupposti delle misure richieste durante la fase iniziale dei procedimenti.
I prossimi fascicoli a Milano
L’assegnazione automatica dei fascicoli porterà inoltre Landoni a occuparsi di altri procedimenti già seguiti con attenzione in città. Le scadenze indicate sono:
- 6 novembre: la richiesta dei pm di processare per omicidio stradale il carabiniere alla guida dell’auto coinvolta nell’inseguimento dello scooter di Ramy Elgaml, oltre ad altri militari per l’ipotesi di depistaggio;
- 3 dicembre: la richiesta di processo nell’inchiesta sui dossieraggi Equalize.
| Fascicolo | Passaggio indicato |
|---|---|
| Caso Ramy Elgaml | Richiesta di processo |
| Inchiesta Equalize | Richiesta di processo |
Il calendario riguarda dunque procedimenti distinti, ma accomunati dalla rilevanza pubblica e dalla delicatezza delle decisioni attese. La vicenda Siher arriva per prima e ha già acceso il confronto sul rapporto tra magistratura, politica e opinione pubblica. Le prossime valutazioni della gip saranno invece inserite nei rispettivi iter processuali, secondo le regole di assegnazione dei fascicoli del Tribunale di Milano.