Allarme nelle scuole: l’istituto Jean Monnet denuncia la diffusione di notizie false
L’Istituto superiore Jean Monnet di Mariano Comense ha formalizzato un esposto alla Procura e alla Questura per denunciare la diffusione, tramite chat e social, di notizie false che preannunciavano violenze sessuali ai danni delle studentesse. Secondo quanto riferito dalla scuola, la disinformazione ha avuto effetti concreti sul regolare svolgimento delle lezioni: l’indomani della circolazione delle voci molte aule sono rimaste praticamente vuote e in diverse sedi le percentuali di assenza sono risultate molto elevate, in alcuni casi oltre il 60%.
Nel documento inviato alle autorità l’istituto chiede che vengano accertati eventuali illeciti e individuati i responsabili di quanto accaduto, con l’obiettivo dichiarato di ripristinare le condizioni di sicurezza necessarie per l’attività didattica.
«Chiediamo l’intervento dell’autorità giudiziaria per accertare i fatti e i loro responsabili – scrive il “Jean Monnet” – per ripristinare la sicurezza dell'attività scolastica»
Contestualmente alle iniziative formali della scuola, la Questura ha avviato accertamenti: fonti locali parlano di decine di minori attualmente sotto esame da parte delle forze dell’ordine per chiarire la catena di diffusione delle false segnalazioni e stabilire eventuali profili di responsabilità penale.
La vicenda nasce in scia ai recenti scontri e saccheggi avvenuti in altre città del nord, notizie che hanno innescato una serie di messaggi allarmistici e l’aggregazione di contenuti infondati sulle piattaforme digitali. A pagare il prezzo più immediato sono state le studentesse, il personale scolastico e le famiglie, spiazzate da una minaccia rivelatasi priva di fondamento ma capace di generare un grave turbamento.
Per comprendere meglio le conseguenze pratiche, ecco una sintesi dei principali elementi emersi finora:
- Origine: diffusione via chat e social di voci su aggressioni sessuali programmate nelle scuole e nelle università.
- Impatto: forti assenze tra gli studenti, con alcuni istituti che hanno registrato percentuali superiori al 60%.
- Reazione: esposto formale del Jean Monnet a Procura e Questura e indagini in corso da parte della Polizia, con decine di minori coinvolti negli accertamenti.
| Elemento | Rilevanza |
|---|---|
| Esposizione formale | Esposto alla Procura e alla Questura da parte dell'Istituto |
| Assenze | Percentuali elevate in diversi istituti (in alcuni oltre il 60%) |
| Indagini | Accertamenti della Polizia; decine di minori sotto esame |
Le scuole e le autorità locali si trovano ora a dover ricostruire la dinamica di diffusione della fake news e a valutare strumenti di prevenzione e sensibilizzazione, sia per contrastare la disinformazione sia per evitare che allarmi simili si traducano in ulteriori interruzioni del servizio scolastico. Per le famiglie resta il tema della comunicazione responsabile e del monitoraggio dei canali frequentati dagli studenti.
Nei prossimi giorni saranno determinanti gli esiti degli approfondimenti della Procura e della Questura per stabilire se si configureranno reati perseguibili e per identificare i promotori di quei messaggi che hanno causato «grave turbamento» tra gli studenti dell’istituto.