Lettera al Presidente e nuova richiesta di verifiche alla diga
A distanza di quasi ventuno mesi dalla scomparsa del figlio, Federica Pambianchi ha deciso di rivolgersi direttamente al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. La missiva, resa nota oggi, rilancia la sollecitazione a valutare lo svuotamento della diga del Furlo come misura per consentire ricerche che finora non hanno portato al ritrovamento del corpo di Riccardo Branchini, 19enne di Acqualagna scomparso nella notte tra il 12 e il 13 ottobre 2024.
Secondo quanto ricostruito, poche ore dopo la sparizione dalle parti della Gola del Furlo le forze dell'ordine recuperarono l'automobile del giovane nei pressi della diga. Nel veicolo sarebbero stati rinvenuti gli effetti personali — portafoglio, documenti, denaro, chiavi, scarpe, zaino e indumenti — senza che questo abbia permesso di localizzare Riccardo. La madre denuncia lo strazio di vivere «con il dubbio» e rivendica il diritto a sapere il destino del figlio.
«Non posso continuare a vivere per sempre nel dubbio», scrive la madre nella lettera indirizzata al Presidente della Repubblica.
La Procura della Repubblica aveva aperto un fascicolo per istigazione al suicidio e, nelle settimane successive alla scomparsa, furono svolte ricerche intensive per oltre dieci giorni. Il procedimento risultava, secondo la lettera, prossimo alla chiusura al momento dell'appello pubblico. La missiva evidenzia la necessità di atti ulteriori che possano dirimere l'incertezza e offrire alla famiglia un luogo dove portare un fiore o rivolgere un ultimo saluto.
Implicazioni pratiche e ricadute locali
La richiesta di svuotare una diga comporta valutazioni tecniche, ambientali e giuridiche complesse: autorità competenti, Enti di gestione delle acque e istituzioni locali dovranno valutare fattibilità, tempi e rischi di un intervento di tale portata. Per la comunità di Acqualagna e per chi frequenta la Gola del Furlo, la vicenda solleva questioni di sicurezza, trasparenza nelle indagini e rapporto tra istituzioni e famiglie delle persone scomparse.
- Stato dell'indagine: fascicolo per istigazione al suicidio aperto dalla Procura;
- Richiesta della famiglia: svuotamento della diga del Furlo per consentire ulteriori ricerche;
- Effetti locali: implicazioni tecniche e ambientali che richiedono il coinvolgimento di più enti.
Breve cronologia
| Data | Evento |
|---|---|
| 12-13 ottobre 2024 | Scomparsa di Riccardo Branchini nella zona della Gola del Furlo |
| Giorni successivi | Ritrovamento dell'auto vicino alla diga con effetti personali all'interno; ricerche articolate |
| Circa dieci giorni dopo | Ricerche intense svolte sul territorio |
| 11 luglio 2026 | Madre invia lettera a Sergio Mattarella sollecitando lo svuotamento della diga |
Per ora non risultano comunicazioni ufficiali da parte degli organi istituzionali competenti in merito a un'eventuale valutazione dello svuotamento. Sarà necessario seguire gli sviluppi della missiva inviata al Quirinale e le eventuali interlocuzioni con la Procura, la Prefettura, la Regione e gli Enti gestori dell'invaso.
La comunità locale resta in attesa di risposte che possano restituire certezza a una famiglia ancora privata di un punto in cui raccogliersi. La richiesta della signora Pambianchi apre un nuovo capitolo della vicenda, con ricadute pratiche che richiederanno tempi e approfondimenti tecnici e giuridici.