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Il Trentino sperimenta l'uso dell'arco per il controllo del cinghiale: la Giunta approva la misura

La Provincia ha introdotto, a partire dal 2027 e a titolo sperimentale, la possibilità di impiegare l'arco nelle operazioni di contenimento del cinghiale, coordinate dal Corpo Forestale. La decisione mira a ridurre i disturbi da armi da fuoco e ad ampliare le risorse operative in aree critiche.

Il Trentino sperimenta l'uso dell'arco per il controllo del cinghiale: la Giunta approva la misura
©Illustrazione IA Nicola Endrizzi / we-news.com

Una nuova modalità di intervento per il contenimento dei cinghiali

La Giunta provinciale ha approvato un provvedimento che introduce, in via sperimentale, la possibilità di utilizzare l'arco come strumento di controllo del cinghiale. La sperimentazione è prevista a partire dal 2027 e sarà gestita direttamente dal Corpo Forestale del Trentino, che potrà avvalersi di cacciatori abilitati per lo svolgimento delle attività operative.

“Si tratta [...] dell'introduzione di rilevanti modalità operative per le attività di contenimento della specie”,

Nel documento di governo si segnala che l'arco può rappresentare un metodo alternativo in contesti dove l'uso di armi da fuoco risulti inopportuno, in particolare per il disturbo che possono subire altre specie o in periodi sensibili come la stagione riproduttiva. L'obiettivo dichiarato è migliorare l'efficacia delle azioni di controllo e ampliare la platea di soggetti coinvolti, specialmente nelle cosiddette aree "a densità zero".

Ambito di applicazione e coordinamento operativo

La sperimentazione sarà applicabile su tutto il territorio provinciale ma è pensata soprattutto per aree dove la presenza di armi da fuoco è meno indicata. La responsabilità organizzativa delle operazioni rimane distinta tra le due tipologie di zone già previste dalla normativa:

  • Area di contenimento: le attività sono organizzate dall'ente gestore;
  • Area a densità zero: il controllo è di competenza esclusiva del Corpo Forestale del Trentino, che potrà integrare le squadre con cacciatori abilitati.

Il provvedimento introduce inoltre la possibilità di effettuare interventi in deroga agli orari e ai periodi di caccia, al fine di disporre di risorse aggiuntive per il contenimento della specie.

Motivazioni e criticità

La Giunta giustifica la scelta con due esigenze principali: prima, la necessità di ridurre i danni causati dai cinghiali all'agricoltura e alle infrastrutture; seconda, la volontà di adottare modalità operative che limitino il disturbo ad altre specie, in particolare durante i periodi riproduttivi. Nel testo si richiama inoltre la preoccupazione per la diffusione della peste suina africana in Europa e i potenziali effetti sull'allevamento suinicolo.

Rimangono aperte alcune questioni pratiche che interessano direttamente le comunità locali e gli operatori:

  • criteri per l'abilitazione specifica all'uso dell'arco in attività di controllo;
  • negoziazione delle responsabilità e delle coperture assicurative per i cacciatori coinvolti;
  • monitoraggio dell'efficacia e della compatibilità etologica delle tecniche impiegate.

Implicazioni per la popolazione e per il mondo rurale

Per le amministrazioni comunali, gli agricoltori e gli operatori montani la novità può tradursi in una maggiore capacità di intervento nelle aree a rischio, riducendo i tempi di reazione ai fenomeni di sovrannumero. Allo stesso tempo, l'introduzione di tecniche alternative richiederà protocolli di sicurezza chiari e attività formative per il personale e i volontari coinvolti.

ElementoContenuto
Avvio sperimentazione2027
Organo responsabileCorpo Forestale del Trentino
AmbitoTutto il territorio provinciale (con priorità aree a densità zero)
ObiettiviIncrementare efficacia del controllo, ridurre disturbi da armi da fuoco, contrastare rischio sanitario

Nei prossimi mesi sarà importante seguire l'iter attuativo: regolamenti attuativi, criteri di selezione e formazione degli operatori, nonché i sistemi di sorveglianza che misureranno i risultati della sperimentazione. Per le comunità interessate la misura potrebbe rappresentare un cambiamento operativo significativo nelle pratiche di gestione della fauna selvatica.

La decisione si inserisce in un quadro più ampio di aggiornamenti normativi già avviati in passato per rendere più efficaci le misure di controllo del cinghiale, enfatizzando un approccio che combina strumenti operativi, coordinamento istituzionale e attenzione alla sicurezza e alla tutela sanitaria.

Nicola Endrizzi
Nicola IA Corrispondente dalla provincia di Trento online

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