Il rapporto Ecomafia presentato oggi a Bologna fotografa una situazione ancora critica per la tutela ambientale in Emilia-Romagna, sebbene con un lieve calo complessivo dei reati rispetto all'anno precedente. Nel 2025 sono stati accertati 1.434 reati ambientali nella regione, pari a circa quattro al giorno, emersi nell'ambito di circa 95.000 controlli.
Tra i dati principali relativi all'area metropolitana, la provincia di Bologna registra 201 reati accertati, con 115 persone denunciate e 28 arresti. Il fenomeno assume caratteristiche diverse a seconda dei settori: il ciclo dei rifiuti rimane il comparto con il maggior numero di illeciti a livello regionale (492), mentre sul fronte delle costruzioni il territorio bolognese appare particolarmente esposto.
Settori critici per la provincia
Nel dettaglio per la provincia di Bologna emergono alcune criticità:
- Cemento: la provincia è seconda in regione per reati legati al ciclo del cemento, con 49 reati accertati e 17 persone denunciate.
- Reati contro gli animali: Bologna è terza in Emilia-Romagna con 25 casi accertati e 13 persone denunciate.
- Rifiuti: in questo ambito la provincia si posiziona meglio rispetto alle altre, risultando penultima in regione con 34 illeciti e pari numero di persone denunciate, oltre a 2 arresti.
I numeri regionali mostrano anche altre tendenze: gli illeciti amministrativi sono leggermente diminuiti (poco più di 4.000 rispetto ai quasi 5.000 del 2024), mentre sono aumentati i sequestri, passati da 245 a 289. Complessivamente, a livello regionale sono state 1.200 persone denunciate e 9 arresti.
Proposte e quadro normativo
Durante la presentazione del rapporto, Legambiente ha rilanciato un pacchetto di dieci proposte rivolte al governo per rafforzare la lotta alle illegalità ambientali. Tra le richieste più rilevanti vi è il completamento del recepimento, nel Codice penale, di quattro delitti previsti dalla Direttiva europea sulla tutela penale dell'ambiente: tra questi sono citati reati come l'uccisione e il commercio di specie protette, il saccheggio delle acque superficiali e sotterranee, la commercializzazione di materie prime connesse alla deforestazione e la produzione e il commercio illegale di F-gas, quest'ultimo attualmente solo contravvenzionale.
| Area | Reati 2025 | Denunce | Arresti |
|---|---|---|---|
| Emilia-Romagna | 1.434 | 1.200 | 9 |
| Provincia di Bologna | 201 | 115 | 28 |
Per i cittadini e le amministrazioni locali i dati implicano alcune conseguenze concrete: la necessità di potenziare i controlli sul ciclo dei rifiuti, vigilare sulle pratiche edilizie irregolari e rafforzare le tutele per la fauna. L'aumento dei sequestri segnala un maggior utilizzo degli strumenti investigativi, ma il rapporto sottolinea come sia indispensabile un inasprimento delle norme penali per colpire efficacemente i reati ambientali più gravi.
Il posizionamento dell'Emilia-Romagna al decimo posto nella graduatoria nazionale e la collocazione di Bologna tra le province con numeri significativi richiamano l'attenzione delle istituzioni locali. Le proposte di Legambiente rappresentano un punto di partenza per un confronto pubblico sulle misure da adottare, mentre resta aperta la sfida di tradurre i rilievi statistici in azioni operative che riducano l'impatto delle ecomafie sul territorio.