La scoperta di una carcassa di cinghiale risultata positiva alla peste suina africana sul confine con l'area del Corno alle Scale ha fatto scattare misure di contenimento nella parte montana della provincia di Bologna. L'intervento è stato coordinato dalla Città metropolitana con un'ordinanza straordinaria finalizzata a limitare il rischio di diffusione verso gli allevamenti.
Quali territori sono interessati
Le disposizioni più restrittive sono state applicate ai comuni di Lizzano in Belvedere e Alto Reno Terme, che entrano formalmente in una zona di massima restrizione. Altre amministrazioni comuni limitrofe sono state collocate in una fascia cuscinetto con obblighi di sorveglianza e precauzione.
| Zona | Comuni coinvolti |
|---|---|
| Zona rossa | Lizzano in Belvedere, Alto Reno Terme |
| Fascia cuscinetto | Gaggio Montano, Castel di Casio, Camugnano, Castiglione dei Pepoli |
Limiti e indicazioni per i cittadini
Le misure riguardano molte attività all'aperto e sono state pensate per ridurre la possibilità che persone o mezzi trasferiscano il virus verso gli allevamenti suini. Tra le principali prescrizioni:
- divieto di allontanarsi dai sentieri segnalati durante escursioni;
- obbligo di cambiarsi e disinfettare le calzature al rientro a casa;
- divieto di parcheggiare su prati o vegetazione;
- vietato lasciare cani liberi fuori dalle aree appositamente recintate;
- chi raccoglie funghi non può avvicinarsi ad allevamenti di suini nelle 48 ore successive.
Le regole si applicano anche alle manifestazioni sportive all'aperto, al campeggio e alla pesca. Le autorità sottolineano che il virus non costituisce un rischio diretto per la salute umana, ma le persone possono involontariamente trasmetterlo agli allevamenti.
Interventi operativi e misure di controllo
Per fronteggiare il fenomeno la Città metropolitana ha attivato la polizia locale per individuare aree idonee allo stoccaggio delle carcasse e punti di raccolta per gli animali abbattuti. In accordo con l'Ausl, le carni dei cinghiali catturati o abbattuti saranno destinate all'autoconsumo e non potranno essere commercializzate.
Sono stati inoltre previsti acquisti di mezzi e attrezzature per incrementare le catture nelle zone difficili: tra questi, cassoni per il trasporto e gabbie-trappola per facilitare il depopolamento selettivo dei cinghiali nelle aree montane.
“La peste suina africana è un'emergenza nazionale ed europea che sta mettendo in grave difficoltà gli allevamenti, l'intera filiera della suinicoltura, la produzione di salumi e le esportazioni. È quindi fondamentale agire con tempestività e responsabi
La Città metropolitana fa sapere che, sulla base dei fondi regionali disponibili, intensificherà le operazioni di controllo e di riduzione della popolazione dei cinghiali per creare il vuoto biologico necessario a contenere il contagio.
Cosa cambia per gli allevatori e per chi vive in area montana
Per gli allevamenti suini sono state rafforzate le norme di biosicurezza: l'accesso agli impianti è più controllato e sono raccomandati percorsi e misure di sanificazione per chi deve entrare nelle strutture. I cittadini residenti nella zona dovranno rispettare le regole di comportamento per evitare di diventare veicolo di contaminazione.
Le autorità locali invitano a segnalare alle forze dell'ordine o ai servizi veterinari ogni ritrovamento di selvatici morti o ogni situazione sospetta, e a rispettare le ordinanze in vigore fino a ulteriore comunicazione.
Per aggiornamenti ufficiali e informazioni operative è possibile consultare i canali della Città metropolitana e dell'Ausl territorialmente competente.