Una crisi a più livelli che coinvolge salute, infrastrutture e governance
La gestione dell’acqua nella provincia di Caserta mette in luce problemi che vanno oltre i disagi quotidiani: perdite diffuse nelle reti, valori di nitrati che restano motivo di preoccupazione e procedure di risanamento avviate anni fa ma ancora in corso. Le segnalazioni più recenti riguardano territori come Castel Volturno, Vitulazio e il rifornimento di parti di San Marco/ S.Maria a Vico, mentre studi sulle falde hanno individuato criticità in aree come Villa Literno.
Secondo le rilevazioni disponibili, le condotte presentano dispersioni significative: la perdita media si attesta intorno al 50% con punte locali che raggiungono il 60%. Numeri che, in periodi di siccità più frequente, aumentano il rischio di carenze idriche e pongono interrogativi sul costo effettivo del servizio per i cittadini.
Interventi avviati ma non ancora risolutivi
Per affrontare le procedure di infrazione europee relative al trattamento delle acque reflue, dal 2017 è operativo un commissario nominato dal governo centrale con il compito di promuovere opere fognarie e di depurazione. Nonostante questo impegno, il percorso di adeguamento risulta ancora incompleto e suscita dubbi sull’efficacia e sulla rapidità degli interventi.
- Perdite idriche diffuse che riducono la disponibilità reale di risorsa;
- Presenza di nitrati nelle acque, sotto il limite critico ma giudicati preoccupanti da alcuni monitoraggi;
- Processi di riorganizzazione gestionale e scelte di affidamento che hanno suscitato opposizione da parte di comitati locali.
Nel 2022 è stata decisa una trasformazione della governance del servizio idrico integrato con la costituzione della società in house ITL SpA, derivata dal Consorzio idrico Terra di lavoro. Tale scelta, varata dall'ente di governo dell'ambito unico regionale, ha sollevato critiche per la modalità decisionale e per la limitata partecipazione dei Comuni interessati.
| Elemento | Dato |
|---|---|
| Perdita media delle condotte | 50% |
| Perdita massima segnalata | 60% |
| Anno nomina commissario | 2017 |
Le comunità locali e i comitati civici chiedono maggiore trasparenza sulle scelte gestionali e controlli stringenti sulla qualità delle acque. Sul piano pratico, la riduzione delle dispersioni richiede investimenti mirati nella manutenzione delle reti e nella sostituzione delle condotte più vetuste, oltre a un più veloce completamento degli impianti di depurazione che il commissariato dovrebbe sovrintendere.
Per i cittadini significa capire quali tutele sono previste in caso di criticità del servizio e come vengono monitorati i parametri sanitari delle acque erogate, in particolare la concentrazione di nitrati nelle fonti utilizzate per l'approvvigionamento locale. Le istituzioni locali sono chiamate a rendere conto delle scelte compiute e a coinvolgere maggiormente le comunità nei processi decisionali che riguardano una risorsa fondamentale.
In assenza di soluzioni strutturali, il combinato di cambiamenti climatici, reti inefficienti e inquinamento delle falde rischia di aggravare le ricadute economiche e sanitarie sulla popolazione provinciale. La questione rimane quindi prioritaria per le amministrazioni e per gli enti di controllo.