Indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale di Napoli
I carabinieri del Nucleo investigativo di Caserta hanno eseguito ieri una misura che ha portato ai fermi di undici persone ritenute legate alla fazione riconducibile alla famiglia Zagaria dei Casalesi. L'attività investigativa è stata condotta sotto la direzione della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli e riguarda presunte condotte illecite e atti intimidatori sul territorio.
Tra i fatti inseriti nell'ordinanza risultano anche le due esplosioni avvenute a febbraio a Casapesenna e in un comune vicino, episodi che avevano destato forte allarme tra i residenti. Gli inquirenti stanno ricostruendo il quadro complessivo delle responsabilità e delle modalità con cui sarebbero state poste in essere le condotte contestate.
Le persone coinvolte
Secondo quanto indicato nell'atto giudiziario, tra i reati contestati figura anche l'associazione a delinquere. Di seguito i nomi e le età riportati nell'ordinanza:
- Costantino Garofalo, 29 anni
- Raffaele Nobis, 60 anni
- Aldo Nobis, 56 anni
- Paolo Francesco Serao, 25 anni
- Vincenzo Fontana, 29 anni
- Gianluca Piccolo, 29 anni
- Giuseppe Alfonso Piccolo, 33 anni (indagato a vario titolo)
- Valerio Mormile, 25 anni (indagato a vario titolo)
- Antonio Garofalo, 26 anni (indagato a vario titolo)
- Franco Moccia, 26 anni (indagato a vario titolo)
- Ernesto Corvino, 45 anni (indagato a vario titolo)
| Nome | Età | Ruolo nell'atto |
|---|---|---|
| Costantino Garofalo | 29 | Fermo (associazione a delinquere) |
| Raffaele Nobis | 60 | Fermo |
| Aldo Nobis | 56 | Fermo |
| Paolo Francesco Serao | 25 | Fermo |
| Vincenzo Fontana | 29 | Fermo |
| Gianluca Piccolo | 29 | Fermo |
Contesto e ricadute sul territorio
Gli inquirenti attribuiscono alla fazione riconducibile ai fratelli dell’ex capoclan Michele Zagaria una serie di attività illecite sul territorio. I nomi dei due fratelli Nobis, recentemente tornati in libertà dopo lunghe detenzioni, erano già noti alle forze dell'ordine: uno dei fratelli era stato rilasciato lo scorso febbraio con una liberazione anticipata di sei mesi, disposta da un giudice napoletano; l'altro era rientrato a Casapesenna dopo un periodo di detenzione decennale.
Nel corso dell'ultimo anno, sempre a Casapesenna, era stata scoperta una bisca clandestina in un appartamento del cosiddetto Palazzo baronale, ulteriore episodio preso in esame dagli investigatori per valutare la rete di interessi e le dinamiche criminali locali. Le esplosioni di febbraio, in via Fabozzi e in via don Salvatore Vitale a San Cipriano d’Aversa, restano al centro degli accertamenti per stabilire nessi e responsabilità.
Per la cittadinanza la notizia dei fermi rappresenta un segnale di intervento deciso da parte delle forze dell'ordine. Le autorità giudiziarie proseguiranno le attività investigative per chiarire il ruolo preciso di ciascun indagato e la portata delle accuse mosse nel provvedimento cautelare.
Ulteriori aggiornamenti saranno disponibili man mano che gli sviluppi dell'inchiesta e gli atti giudiziari verranno depositati nelle sedi competenti.