Decisione definitiva sul provvedimento adottato dalla Provincia autonoma di Trento
Il Consiglio di Stato ha depositato il 29 luglio 2026 una sentenza che conferma la piena legittimità del decreto presidenziale della Provincia autonoma di Trento emesso nel settembre 2025, il quale prevedeva la rimozione tramite abbattimento di fino a due esemplari di lupo ritenuti responsabili delle predazioni a Malga Boldera, nella Lessinia trentina.
Con la pronuncia odierna il massimo organo della giustizia amministrativa ha respinto nel merito l'appello promosso da alcune associazioni animaliste, che avevano contestato la sentenza del TAR di Trento che già aveva riconosciuto la correttezza del procedimento provinciale.
“Questa sentenza riconosce la correttezza del percorso amministrativo e tecnico che abbiamo seguito con rigore e nel pieno rispetto delle norme”
La citazione è attribuita al presidente della Provincia, che ha sottolineato come la decisione dia conferma della possibilità da parte delle istituzioni di intervenire per «garantire la salvaguardia delle attività economiche e della presenza dell’uomo nelle nostre montagne». Nel provvedimento pratico, il Corpo forestale del Trentino eseguì il 29 settembre 2025 l'abbattimento di un esemplare del branco.
Motivazioni della sentenza e limiti dell'intervento
Secondo il Consiglio di Stato, il decreto provinciale è stato adottato nel rispetto della normativa nazionale ed europea e dei principi che regolano le deroghe al regime di protezione del lupo. Il Collegio ha ritenuto che l'abbattimento di due esemplari fosse idoneo e necessario, richiamando i criteri di proporzionalità e di precauzione. Inoltre, la Corte ha evidenziato che l'intervento mirato al branco responsabile costituisce la misura più circoscritta possibile e conforme alle condizioni previste dalla Direttiva Habitat.
La sentenza puntualizza anche l'obiettivo primario dell'azione: contenere il ripetersi dei gravi danni già verificatisi. L'eventuale effetto di condizionamento comportamentale sugli animali del branco è considerato un effetto aggiuntivo, non il fine principale dell'azione.
Implicazioni locali
Per gli operatori agricoli e zootecnici della Lessinia la sentenza rappresenta una conferma del quadro giuridico che consente interventi selettivi in presenza di danni documentati. Sul piano amministrativo la pronuncia consolida il percorso tecnico-amministrativo seguito dalla Provincia, rendendo più difficili future impugnazioni con lo stesso oggetto.
- Protezione delle attività economiche: la decisione sostiene la possibilità di tutela delle attività rurali esposte a predazioni.
- Limiti normativi: l'intervento resta subordinato alla verifica delle condizioni previste da normativa nazionale ed europea.
- Precedente giuridico: la conferma del Consiglio di Stato rafforza la posizione dell'ente provinciale nelle future scelte di gestione della specie.
| Voce | Dato |
|---|---|
| Decreto provinciale | Settembre 2025 |
| Esecuzione intervento | 29 settembre 2025 (abbattimento di un esemplare) |
| Numero previsto per rimozione | Fino a due esemplari |
| Decisione giurisdizionale | Consiglio di Stato, sentenza depositata 29 luglio 2026 |
La pronuncia rimette al perimetro normativo europeo e nazionale i confini dell'intervento: ogni futura misura dovrà essere attentamente documentata sul piano tecnico e motivazionale per rispettare i criteri che la stessa sentenza richiama. Per gli allevatori e gli enti locali coinvolti resta importante seguire gli sviluppi operativi e amministrativi che la Provincia adotterà in seguito alla conferma giudiziaria.
Per approfondimenti sulle modalità di prevenzione delle predazioni e sugli eventuali strumenti di tutela previsti a livello provinciale si raccomanda di consultare i canali ufficiali della Provincia autonoma di Trento e i servizi territoriali competenti.