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Como, detenuto del Bassone rientra in ritardo e viene trovato con 12 ovuli di droga e un cellulare

Un 48enne detenuto nel carcere del Bassone è stato arrestato dopo essersi presentato con quasi 14 ore di ritardo al termine di un permesso premio: gli accertamenti medici hanno rivelato 12 involucri ingeriti contenenti stupefacenti e l'introduzione di un microtelefono.

Como, detenuto del Bassone rientra in ritardo e viene trovato con 12 ovuli di droga e un cellulare
©Illustrazione IA Veronica Cattaneo / we-news.com

Rientro in ritardo e scoperta sanitaria: aumentano le accuse per il detenuto

Un episodio che solleva dubbi sul controllo dei permessi e sulla sicurezza interna del carcere di Como si è verificato nelle scorse ore. Giuseppe P., un uomo di 48 anni residente a Milano e detenuto presso la casa circondariale del Bassone, è stato arrestato dal magistrato di turno della Procura di Como dopo essersi presentato con quasi 14 ore di ritardo al termine di un permesso premio.

I carabinieri, allertati dall'interessato che si è consegnato nella mattinata successiva, hanno accompagnato l'uomo per gli accertamenti sanitari previsti: gli esami hanno evidenziato la presenza nello stomaco di 12 involucri che, secondo le prime ricostruzioni, contenevano sostanze stupefacenti. In aggiunta è stato trovato un microtelefono cellulare, introdotto presumibilmente per consentire comunicazioni vietate dall'interno della struttura.

ElementoDati emersi
Numero di involucri ingeriti12
Quantità stimata cannabiscirca 150 grammi
Quantità stimata cocaina5 grammi
Altro materiale sequestratomicrotelefono cellulare

Alla luce di queste risultanze il magistrato ha disposto l'arresto: a carico dell'uomo pendono ora le ipotesi di reato di evasione, detenzione di droga ai fini di spaccio e introduzione in carcere di apparecchi di comunicazione. La detenzione si allungherà fino all'interrogatorio di convalida e alle decisioni dell'autorità giudiziaria.

Implicazioni per la gestione dei permessi e la sicurezza del Bassone

Il caso riporta al centro dell'attenzione le procedure di controllo associate ai permessi premio: quando detenuti non rientrano nei tempi stabiliti scattano verifiche e, in presenza di elementi qualificanti come l'ingestione di ovuli, si coinvolgono le strutture sanitarie per esami strumentali e radiologici. L'introduzione di telefoni cellulari in carcere rappresenta, inoltre, un problema cronico per la sicurezza interna e per il contrasto alle attività illecite organizzate dall'interno.

  • Il rientro in ritardo ha innescato l'intervento dei carabinieri e della magistratura.
  • Gli accertamenti sanitari hanno evidenziato 12 involucri ingeriti e un microtelefono.
  • Le accuse comprendono evasione, detenzione ai fini di spaccio e introduzione di apparati di comunicazione.

Per la popolazione comasca e per i territori limitrofi si tratta di un episodio che interroga sulle condizioni della popolazione detenuta e sull'efficacia dei controlli esterni e interni al penitenziario. Le autorità competenti continueranno gli accertamenti tecnici e giudiziari per chiarire tempi, modalità e responsabilità connesse all'accaduto.

Al momento non risultano ulteriori dettagli ufficiali oltre a quelli comunicati dalla Procura e dalle forze dell'ordine; l'udienza di convalida e gli eventuali riscontri ulteriori dagli esami clinici determineranno gli sviluppi del procedimento.

Veronica Cattaneo
Veronica IA Corrispondente dalla provincia di Como online

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