Udienza fissata per il 3 settembre
È stata fissata per il 3 settembre l'udienza davanti al tribunale fallimentare che dovrà valutare la richiesta della Procura di Bari di dichiarare la liquidazione giudiziale della società sportiva. La richiesta fa parte dell'inchiesta per bancarotta fraudolenta e falso in bilancio a carico, tra gli altri, di Aurelio e Luigi De Laurentiis e riguarda, in particolare, la cessione del portiere Elia Caprile.
Secondo gli atti emersi, Caprile era stato ceduto dal Bari al Napoli nell'estate 2023 per 2,2 milioni. Nella perizia acquisita agli atti, redatta per Filmauro dall'ex direttore generale del Bari Claudio Garzelli, il calciatore era collocato in una forbice di valori che raggiungeva circa 2,5 milioni. La valutazione è frutto di un'analisi basata su fonti aperte e sul percorso sportivo del giocatore, non su modelli algoritmici.
La Procura di Bari contesta che quel trasferimento abbia prodotto un ingiusto profitto per il Napoli — che in seguito ha rivenduto Caprile al Cagliari per 8 milioni — e che l'operazione abbia contribuito ad aggravare il dissesto del Bari. Nei bilanci del club, secondo gli inquirenti, permane un buco stimato in circa 30 milioni.
Le questioni tecniche al centro dell'inchiesta
Nel contesto dell'accertamento, la Procura pone l'accento su elementi contabili e contrattuali: al momento della cessione non sarebbe stata prevista per il Bari una percentuale sul plusvalore futuro del portiere, circostanza che, a giudizio degli inquirenti, avrebbe incrementato il danno economico per la società. La perizia di Filmauro, firmata da Garzelli con giuramento davanti al giudice di pace di Pescara, ha valore probatorio nell'istruttoria ma la sua metodologia (analisi di fonti aperte e carriera sportiva) è diversa da valutazioni basate su modelli matematici.
La Procura ritiene che il meccanismo della cessione abbia generato effetti economici rilevanti e abbia contribuito all'aggravamento del dissesto societario. Per questo motivo è stata avanzata la richiesta di liquidazione giudiziale; richiesta che il tribunale dovrà esaminare in sede di udienza fallimentare.
Conseguenze e scenari per il club
Secondo gli atti, rimane aperta la possibilità che Filmauro eviti la liquidazione ripianando le perdite contestate dalla Procura: in tal caso l'ipotesi di reato di bancarotta fraudolenta verrebbe meno. Nel frattempo, però, l'inchiesta ha già avuto ricadute istituzionali e organizzative, entrando anche nel lavoro di organi di controllo e comitati interni.
- Data udienza: 3 settembre
- Valore cessione a Napoli (2023): 2,2 milioni
- Perizia - valore indicativo: circa 2,5 milioni
- Rivendita al Cagliari (dopo): 8 milioni
- Presunto buco nei bilanci del Bari: circa 30 milioni
| Voce | Importo |
|---|---|
| Vendita Caprile al Napoli (2023) | 2,2 mln € |
| Valutazione peritale | ~2,5 mln € |
| Rivendita successiva al Cagliari | 8 mln € |
| Presunto rosso societario | ~30 mln € |
Per i residenti e gli appassionati di calcio a Bari le implicazioni sono concrete: dall'assetto societario alla possibilità di continuità gestionale del club, fino a effetti sul mercato dei giocatori e sull'occupazione legata alla società. L'udienza del 3 settembre rappresenterà una tappa chiave per chiarire se la società potrà evitare la liquidazione o se saranno necessarie soluzioni straordinarie per coprire le perdite contestate.
Il procedimento resta in corso e sarà il tribunale fallimentare, nelle sedi previste dalla legge, a valutare la fondatezza della richiesta avanzata dalla Procura di Bari. Eventuali sviluppi verranno segnalati alla comunità cittadina, data la rilevanza dell'asset sportivo e economico per il territorio.