Sentenza dopo undici anni: tutti assolti per il crollo parziale della rotonda
Il tribunale di Sassari ha chiuso oggi la vicenda giudiziaria legata al cedimento parziale della rotonda di Platamona, episodio che risale al luglio 2015 e che all'epoca provocò il ferimento, anche con prognosi gravi, di alcune persone. La giudice Monia Adami ha emesso la sentenza di assoluzione per tutti e cinque gli imputati, tutti dirigenti o dipendenti comunali coinvolti nelle procedure legate alla struttura.
Nel dispositivo la magistratura ha adottato soluzioni differenziate in relazione al ruolo e alle responsabilità contestate a ciascuno degli imputati: per tre dei coinvolti è stata dichiarata l'insussistenza del fatto contestato, mentre per gli altri due è stata riconosciuta l'assenza di rilevanza penale degli addebiti. Anche il pubblico ministero aveva richiesto l'assoluzione al termine della requisitoria.
Chi erano gli imputati e l'esito per ciascuno
| Nome | Ruolo all'epoca | Esito |
|---|---|---|
| Maurizio Loriga | Dipendente Comune della Romangia | Assolto per non aver commesso il fatto |
| Mario Cappai | Dipendente Comune della Romangia | Assolto per non aver commesso il fatto |
| Marco Delrio | Dipendente Comune della Romangia | Assolto per non aver commesso il fatto |
| Marge Cannas | Dirigente Mobilità e Infrastrutture (Palazzo Ducale) | Assolta perché il fatto non costituisce reato |
| Claudio Castagna | Dirigente Lavori Pubblici (Palazzo Ducale) | Assolto perché il fatto non costituisce reato |
Il procedimento prende le mosse dal cedimento di una porzione della struttura della rotonda che, nell'estate di undici anni fa, determinò lesioni a persone presenti nei pressi dell'opera. Le imputazioni contestate nel corso dell'inchiesta includevano, a vario titolo, ipotesi di crollo e lesioni colpose, oltre a profili di presunta imperizia, negligenza e imprudenza.
Implicazioni locali e aspetti amministrativi
Per i cittadini della zona e per l'amministrazione comunale la conclusione del processo segna il termine della vicenda giudiziaria, ma non cancella la necessità di riflettere sulle condizioni delle infrastrutture e sulla prevenzione dei rischi. Le sentenze penali attengono alla responsabilità individuale e alla rilevanza penale degli eventi; restano aperte, se del caso, le valutazioni tecniche e amministrative che competono agli uffici comunali e agli enti preposti alla manutenzione.
- Chiarezza sulle responsabilità: il verdetto individua l'esito processuale per i singoli imputati ma non fornisce un giudizio tecnico sulle cause strutturali del cedimento;
- Rischio e prevenzione: il caso rimane un monito sulla necessità di verifiche puntuali e programmate delle opere pubbliche;
- Iter amministrativo: eventuali interventi manutentivi o verifiche successive saranno di competenza degli uffici comunali e degli organi tecnici.
Il pubblico ministero Giovanni Dore, al termine della sua requisitoria, aveva allineato la propria richiesta alle conclusioni cui la giudice è poi giunta. Le difese degli imputati erano state svolte dagli avvocati Gabriele Satta e Nicola Satta, che hanno assistito i diversi dirigenti e dipendenti coinvolti nel processo.
Per la comunità locale la decisione del giudice chiude una lunga fase processuale iniziata oltre un decennio fa. Resta l'esigenza di mantenere alta l'attenzione sulle condizioni delle infrastrutture, soprattutto in zone ad elevata frequentazione estiva come Platamona, dove l'afflusso di persone rende prioritaria la cura e la sicurezza degli spazi pubblici.