Fase decisionale e cantierabilità: cosa è emerso dal focus in V Commissione
Nel corso di un incontro svolto ieri in Regione, convocato su richiesta del consigliere regionale Giovanni Vurchio, è stato fatto il punto sulla situazione del Canale Ciappetta Camaggio, un corso d’acqua di 22 chilometri che attraversa Andria e Barletta fino alla foce in Adriatico. La discussione ha messo in evidenza la necessità di completare una procedura amministrativa per riconoscere definitivamente l’opera come di pubblica utilità e di accelerare i tempi progettuali per non perdere risorse destinate alla mitigazione del rischio idrogeologico.
La struttura, realizzata nel secondo dopoguerra, è stata progressivamente inglobata dall’espansione urbana con fenomeni di urbanizzazione non sempre pianificata. Nelle relazioni emerse in commissione sono state richiamate responsabilità tecniche e gestionali diverse ma convergenti verso l’urgenza di interventi per la sicurezza idraulica e la viabilità.
I tre progetti in corso
- Intervento sulla foce (Comune di Barletta): lavori avviati, cantiere già in corso.
- Consolidamento nel centro abitato di Andria: si interviene su un tratto tombato che crea criticità anche alla circolazione stradale; previsto un finanziamento di 9 milioni di euro in appalto integrato e avvio lavori stimato per settembre.
- Progetto a monte (area del Gurgo di Andria): ipotesi di trasformare la dolina carsica naturale in una vasca di laminazione, soluzione discussa già nel corso del 2025.
Il Comune ha inoltre già completato, con altro finanziamento, i lavori sottostanti via Carmine rimuovendo il ponte Bailey e riaprendo il tratto interessato. Restano però chiuse, per problemi di manutenzione sottostante, due strade rilevanti per la viabilità cittadina: via Eritrea e via dott. Camaggio.
Il richiamo al Consorzio di Bonifica e la questione della manutenzione
Nel corso della seduta è stato espresso un forte richiamo all’ente di bonifica circa la pulizia e la gestione ordinaria del canale. La critica dell’amministrazione comunale nei confronti del Consorzio è stata netta e puntuale, con riferimento a una presunta assenza di interventi sul territorio negli ultimi anni:
«In tre anni non si è visto nessuno»
La mancata manutenzione ordinaria è ritenuta accentuare il rischio idraulico, soprattutto nei tratti più urbanizzati dove il canale convive con aree residenziali e infrastrutture. L’attenzione è alta in considerazione del ruolo del Ciappetta Camaggio nei piani di mitigazione del rischio idrogeologico della provincia.
Implicazioni per i cittadini di Andria
Per gli abitanti della città le questioni aperte sono concrete: la riqualificazione del tratto tombato dovrebbe migliorare la sicurezza delle strade e ridurre il rischio di allagamenti, ma i tempi e la capacità di esecuzione determineranno l’efficacia degli interventi. Il finanziamento di 9 milioni e la previsione di appalto integrato rappresentano passi avanti, ma l’esito dipenderà dalla rapidità con cui si supereranno le fasi progettuali e amministrative residue.
In assenza di una manutenzione ordinaria costante, inoltre, anche i cantieri di consolidamento potrebbero trovare ostacoli operativi: la pulizia dei canali e la rimozione di vegetazione e detriti sono attività fondamentali per evitare che le opere realizzate perdano efficacia nel tempo.
| Elemento | Stato | Note |
|---|---|---|
| Foce (Barletta) | Lavori in corso | Intervento già avviato |
| Tratto tombato in Andria | Progetto appaltato | 9 milioni di euro, avvio previsto per settembre |
| Progetto a monte (Gurgo) | Proposta progettuale | Ipotesi vasca di laminazione discussa nel 2025 |
La conferenza regionale ha dunque fotografato un quadro con elementi positivi ma anche criticità che richiedono velocità decisionale e coordinamento tra Enti: Comune, Regione e Consorzio di Bonifica. Per i residenti il principale interesse resta che gli interventi si traducano in cantieri efficienti, manutenzione continua e riduzione del rischio per le aree abitate.
Ulteriori sviluppi attesi nei prossimi mesi riguardano il completamento della procedura per il riconoscimento della pubblica utilità dell’opera, il perfezionamento dei progetti esistenti e l’avvio operativo dei cantieri nel rispetto dei tempi annunciati, con ricadute dirette sulla viabilità e sulla sicurezza idraulica della città.