Misure delle compagnie, reazioni e ricadute per gli automobilisti baresi
Da lunedì 28 settembre è scattato anche nei distributori di Bari e provincia il tetto imposto da alcune compagnie sulla vendita di benzina e gasolio. Enilive ha fissato il prezzo massimo della benzina a 1,99 euro al litro e del diesel a 2,19 euro al litro, mentre Ip ha annunciato l'introduzione progressiva di prezzi calmierati senza indicare per ora un singolo valore uniforme per tutta la rete.
La mossa delle società energetiche ha generato fin da subito fermento: in più impianti si sono registrate lunghe code di automobilisti decisi a rifornirsi al prezzo calmierato. La decisione segue aumenti significativi nei mesi precedenti e arriva mentre, secondo i dati ufficiali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy aggiornati al 27 settembre, nella provincia di Bari sono monitorati 382 distributori distribuiti in 41 comuni.
- Prezzo medio provinciale benzina (self): 2,156 €/l
- Prezzo medio provinciale gasolio: 2,332 €/l
- Limiti Eni: benzina 1,99 €/l, diesel 2,19 €/l (durata iniziale: 30 giorni)
Confrontando il tetto Enilive con la media provinciale, il risparmio teorico su un rifornimento di 50 litri può raggiungere circa 8,30 euro per la benzina e 7,10 euro per il gasolio. È tuttavia il prezzo praticato da ciascun impianto prima dell'entrata in vigore della misura a determinare il beneficio effettivo per il singolo consumatore.
| Voce | Valore |
|---|---|
| Media benzina (provincia) | 2,156 €/l |
| Media gasolio (provincia) | 2,332 €/l |
| Limite Enilive benzina | 1,99 €/l |
| Limite Enilive diesel | 2,19 €/l |
La misura annunciata da Eni è temporanea e sarà inizialmente applicata per 30 giorni, anche negli impianti autostradali, con la possibilità di proroga fino alla fine del 2026 a seconda dell'andamento del mercato e delle condizioni di approvvigionamento. Socar, che controlla Italiana Petroli, ha comunicato un'analoga decisione per la sua rete; Ip applicherà il tetto in modo progressivo, valutando le esigenze degli operatori, e non ha al momento reso noto un valore valido su tutta la rete.
La reazione delle associazioni di consumatori è stata cauta: ad esempio il Codacons ha chiesto chiarimenti sull'effettiva entità e applicazione delle misure. Per gli automobilisti locali la principale ricaduta è pratica e immediata: dove il prezzo calmierato sarà effettivamente più basso rispetto al listino applicato fino a ieri, si registra afflusso maggiore verso quegli impianti, con possibile formazione di code e attese più lunghe.
Che cosa cambia per gli automobilisti della provincia
Al di là delle prime file ai distributori, l'introduzione di tetti decisi dalle compagnie impone alcune attenzioni per chi si muove quotidianamente in provincia:
- Verificare il prezzo praticato al singolo impianto: il risparmio varia in base al listino antecedente all'intervento;
- Considerare l'orario e la località: nei punti con code l'attesa può annullare parte del beneficio economico;
- Segnalare eventuali irregolarità: le associazioni chiedono trasparenza sui prezzi applicati.
Resta inoltre da monitorare l'evoluzione delle scelte delle altre compagnie e l'eventuale estensione dei limiti a reti come Esso o altri distributori riforniti da Italiana Petroli. Per ora, la misura di Eni e la risposta di Ip segnano una novità significativa nella gestione dei prezzi alla pompa nel territorio barese, con effetti concreti sui bilanci delle famiglie e sul traffico ai distributori.
Nei prossimi giorni seguiremo l'andamento delle code e l'effettiva applicazione dei tetti nei diversi comuni, confrontando i prezzi praticati con le medie provinciali e le attese degli automobilisti.