Recupero sul Col Cadorin: fine positiva per le ricerche
Si è conclusa positivamente nella mattinata odierna l'operazione di ricerca dei due escursionisti segnalati come dispersi sul Col Cadorin, in provincia di Pordenone. Gli uomini dell'elicottero in servizio di ricerca, identificato come B3, li hanno avvistati a un'altitudine di circa 1.700 metri lungo il cosiddetto sentiero Marini, un percorso dismesso e di difficile percorrenza tra le creste cadorine.
L'equipaggio dell'aeromobile ha quindi sbarcato una squadra composta da tre tecnici del Soccorso Alpino del Veneto, che hanno raggiunto i due escursionisti per le prime verifiche. I soccorritori del Friuli Venezia Giulia, già presenti nella zona, hanno poi provveduto al recupero e al trasferimento al Rifugio Pordenone, dove la coppia aveva lasciato il veicolo.
Secondo le prime notizie, i due non presentano problemi sanitari ma sono «stremati» dopo giorni sul sentiero; dalle ricostruzioni emergerebbe che si trovavano fermi nello stesso tratto del percorso dal 2 luglio. A scattare l'allarme era stata la mancata presentazione al lavoro e il ritrovamento dell'auto ancora parcheggiata al Rifugio Pordenone.
- Chi: una coppia originaria di Osimo (lei 38 anni, lui 42 anni)
- Dove: Col Cadorin, sentiero Marini, quota circa 1.700 m
- Come: avvistamento dall'elicottero B3 e sbarco di tre tecnici del Soccorso Alpino del Veneto
- Esito: recuperati e trasferiti al Rifugio Pordenone; nessun problema sanitario grave
Le ricerche, iniziate nella giornata di lunedì dopo la denuncia di scomparsa, hanno coinvolto diverse componenti operative: squadre a terra del Soccorso Alpino (Centro Cadore e Valcellina), Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco e più elicotteri impiegati nei sorvoli. Nella notte e nelle prime ore successive si è ipotizzato che i dispersi potessero trovarsi sul versante friulano della montagna; per questo motivo le operazioni sono state coordinate su entrambi i versanti.
| Elemento | Dettaglio |
|---|---|
| Località | Col Cadorin (sentiero Marini) |
| Quota | circa 1.700 m |
| Interventi | Elicottero B3, squadre Soccorso Alpino del Veneto e del Friuli Venezia Giulia, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco |
| Stato delle persone | stremati ma senza problemi sanitari gravi |
Per gli abitanti della provincia e per chi frequenta regolarmente le montagne, l'episodio è un richiamo all'importanza della preparazione prima di avventurarsi su percorsi non manutenuti: conoscere il tracciato, informare familiari o strutture ricettive sull'itinerario previsto, portare con sé mezzi di comunicazione e dispositivi di emergenza può fare la differenza in situazioni di isolamento o difficoltà.
Le ricerche, riprese alle 5.30 del mattino, hanno visto anche una ricognizione mirata sul Sentiero Marini, considerato prioritario dopo il ritrovamento dell'auto al Rifugio Pordenone. Il coordinamento tra le squadre del Centro mobile di coordinamento e i gruppi a terra è stato determinante per individuare il tratto impervio dove la coppia era ferma.
L'episodio si chiude con esito favorevole ma riapre il tema della sicurezza in montagna durante l'estate e della necessità di interventi tempestivi e coordinati per il recupero in aree impervie.