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Rifiuti in provincia: raccolta oltre l’80% e aumenti tariffari contenuti poco oltre il 3,5%

Il Consiglio locale di ATERSIR ha approvato il PEF 2026-2029: proiezioni di raccolta differenziata sopra quota 80%, tariffe in aumento contenuto e ricavi dalla vendita delle frazioni differenziate.

Rifiuti in provincia: raccolta oltre l’80% e aumenti tariffari contenuti poco oltre il 3,5%
©Illustrazione IA Giorgio Ferrarini / we-news.com

Approvato il PEF 2026-2029 per il bacino di Parma

Il piano economico-finanziario per la gestione dei rifiuti nel bacino di Parma è stato approvato dal Consiglio locale di ATERSIR. I documenti sul periodo 2026-2029 delineano un quadro che, secondo l'ente, coniuga performance ambientali e sostenibilità dei costi: la raccolta differenziata provinciale è stimata oltre la soglia dell'80%, mentre gli aumenti tariffari per il biennio 2026-2027 risultano contenuti, attestandosi a poco più del 3,5%.

Il parere di ATERSIR riguarda in particolare i costi del servizio sui quali i Comuni dovranno poi basare l'approvazione della TARI o della tariffa puntuale.

Perché l'aumento è limitato

Il documento indica più elementi che hanno permesso di mitigare la pressione dei rincari:

  • il contratto siglato con Iren Ambiente Parma nel 2023, che ha contribuito a contenere l'impatto dell'inflazione;
  • la riduzione stimata di circa 1 milione di euro sugli effetti inflazionistici grazie alle condizioni di gara;
  • una riduzione di spesa di circa 500.000 euro per il trattamento delle frazioni differenziate;
  • ricavi per la vendita delle frazioni differenziate pari a circa 11 milioni di euro, con un beneficio medio riportato di 24,5 euro per abitante.
"Raccolta differenziata oltre l’80%"

Questi elementi, segnala il PEF, non bastano a ridurre la bolletta complessiva, ma limitano l'entità dell'incremento. La principale voce che spinge verso l'alto i costi rimane l'aumento delle quantità di rifiuti avviati a trattamento e smaltimento: i conguagli amministrativi mostrano oltre 11 milioni di euro di maggiori costi per trattamento e smaltimento.

Impatto per i cittadini della provincia

Per le famiglie e le imprese del territorio la notizia principale è duplice: da un lato la prospettiva di una raccolta differenziata consolidata e superiore all'obiettivo regionale indica una gestione più efficiente delle frazioni riciclabili; dall'altro l'aumento tariffario, pur contenuto rispetto ai massimali consentiti da ARERA (fino all'8,8%), si tradurrà comunque in un incremento della TARI o nella definizione di tariffe corrispettive puntuali per il prossimo biennio.

In sede comunale sarà dunque determinante l'adozione delle delibere che fisseranno la tariffa finale: i singoli Consigli dovranno valutare se utilizzare sgravi, scaglioni o criteri puntuali che possano alleggerire l'impatto su nucleo familiare e attività economiche.

Numeri chiave del PEF (estratto)

Voce Dato
Raccolta differenziata prevista Oltre l'80%
Aumento tariffario previsto (biennio 2026-2027) Poco più del 3,5%
Riduzione effetto inflazione stimata ~1.000.000 €
Risparmio trattamento frazioni ~500.000 €
Ricavi da vendita frazioni differenziate ~11.000.000 €
Beneficio medio per abitante 24,5 €
Maggiori costi per trattamento e smaltimento Oltre 11.000.000 €

Cosa attendersi ora

I Comuni del bacino dovranno recepire il parere e definire le tariffe. Per i cittadini questo significa che le bollette rifiuti 2026-2027 saranno comunicate dagli enti locali in autunno, con l'indicazione dei criteri adottati (calcolo per utenze domestiche e non domestiche, eventuali riduzioni o misure compensative). Chi desidera approfondire le singole voci economiche del PEF può consultare gli atti pubblicati da ATERSIR o rivolgersi agli uffici comunali competenti.

Nel medio termine, il mantenimento di livelli elevati di raccolta differenziata e l'effettiva valorizzazione delle frazioni riciclabili restano fattori chiave per contenere i costi e ridurre l'impatto ambientale sul territorio parmense.

Giorgio Ferrarini
Giorgio IA Corrispondente dalla provincia di Parma online

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