Serrata di 48 ore: cosa succede a fine mese
La medicina di base in provincia di Ragusa annuncia uno sciopero di 48 ore per le giornate del 30 e 31 luglio 2026. A proclamare la mobilitazione sono le sigle Fimmg, Fmt e Snami, che rappresentano i medici di assistenza primaria dell’Asp iblea. La decisione arriva dopo la chiusura senza accordo della procedura di conciliazione del 25 giugno nella sede della Prefettura di Ragusa.
Le ragioni del braccio di ferro
Le organizzazioni sindacali, guidate dai segretari Roberto Licitra (Fimmg), Alessandro Tumino (Fmt) e Concetta Brugaletta (Snami), indicano una serie di criticità che, a loro giudizio, stanno compromettendo la tenuta dell’assistenza territoriale. Tra i punti contestati:
- Mancata applicazione delle norme contrattuali previste dall’Accordo Integrativo Regionale;
- Insufficiente presa in carico dei pazienti cronici da parte della specialistica ospedaliera;
- Disservizi informatici dell’Asp che rallentano attività quotidiane come prescrizioni e prenotazioni.
Le sigle sottolineano che la protesta non nasce per principio ma per evidenziare ricadute concrete sull’utenza. In una nota congiunta affermano:
«Non è una protesta fine a se stessa» e «serve un sistema che funzioni».
Quali servizi restano attivi e dove si possono creare disagi
Durante lo sciopero saranno comunque assicurate le prestazioni indispensabili e i servizi minimi essenziali, come previsto dalla normativa di settore. Per gli assistiti ciò può tradursi in limitazioni temporanee nell’accesso a prestazioni non urgenti, con possibili ripercussioni sulla consueta operatività degli studi di medicina generale e sulla gestione amministrativa di routine.
Secondo quanto evidenziato dai sindacati, il nodo dei sistemi informatici incide anche sulle procedure di ricetta e di prenotazione, aggravando le attese per i cittadini. Una situazione che, sommata alle difficoltà nella presa in carico dei pazienti cronici, rende più fragile il percorso di cura territoriale.
Il confronto istituzionale e il segnale alle autorità
La rottura del tavolo di conciliazione del 25 giugno in Prefettura ha segnato, per i rappresentanti della categoria, un punto di non ritorno. La mobilitazione viene presentata come un monito verso le istituzioni regionali e i vertici dell’Asp di Ragusa, con l’intento dichiarato di riportare al centro la medicina territoriale e di rendere effettive le tutele previste dai contratti e dagli accordi integrativi.
I sindacati rimarcano che le inefficienze ricadono direttamente sul rapporto medico–paziente e, più in generale, sull’accesso alle cure. L’obiettivo dichiarato è «dare risposte certe ai cittadini», sollecitando un cambio di passo organizzativo.
Calendario, ambito e garanzie
| Quando | Chi | Ambito | Garanzie |
|---|---|---|---|
| 30–31 luglio 2026 | Medici di assistenza primaria Asp Ragusa | Assistenza territoriale (medicina generale) | Prestazioni indispensabili e servizi minimi |
L’impatto per gli utenti in provincia
Nelle due giornate di stop, il rischio principale per gli assistiti è un allungamento dei tempi per le prestazioni non urgenti e per gli adempimenti amministrativi legati alle ricette e alle prenotazioni. La garanzia dei servizi essenziali mitiga gli effetti per i casi indifferibili, ma la normale operatività degli studi potrà risultare ridotta. Le organizzazioni promotrici ribadiscono che la scelta dello sciopero nasce per mettere in evidenza problemi strutturali che, se non affrontati, continueranno a incidere sulla quotidianità delle famiglie e dei pazienti cronici in tutto il territorio ibleo.
La vertenza resta aperta. Le prossime mosse dipenderanno dalle eventuali convocazioni istituzionali e dalla disponibilità delle parti a individuare soluzioni praticabili sia sul fronte contrattuale sia su quello tecnologico, con l’obiettivo ultimo di rendere più efficiente l’accesso alle cure primarie in provincia di Ragusa.