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Provincia boccia il parco eolico Parma A: «Non idoneo, impatti eccessivi sull’Appennino»

La Provincia di Parma ha trasmesso al Ministero e alla Regione osservazioni formali che definiscono il progetto del parco eolico Parma A non compatibile con il contesto appenninico: rilievi su iter amministrativo, rischio idrogeologico, viabilità e tutela della fauna.

Provincia boccia il parco eolico Parma A: «Non idoneo, impatti eccessivi sull’Appennino»
©Illustrazione IA Giorgio Ferrarini / we-news.com

Provincia invia osservazioni: contestato l’aggiornamento del progetto

La Provincia di Parma ha formalizzato le proprie osservazioni sul progetto del parco eolico denominato Parma A, consegnandole al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica e alla Regione Emilia-Romagna nell’ambito della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). Il documento contestato riguarda un impianto proposto dall’azienda Duferco che, attraverso un’integrazione al progetto originario, è passato da 22 a 47 aerogeneratori.

Secondo la Provincia, la modifica non è una semplice integrazione ma «un vero e proprio nuovo progetto», con conseguenze procedure e di merito tali da richiedere un riesame approfondito degli impatti. Nella nota inviata dagli uffici tecnici sono richiamati problemi di documentazione, carenze di approfondimento e una carente condivisione con il territorio.

“Impatti eccessivi sull’Appennino parmense, il progetto non è compatibile con il contesto”

Nel corso di una call con i sindaci dei Comuni coinvolti e con la Regione, il presidente della Provincia ha ricostruito il lavoro svolto dall’ente, coordinato dal Servizio Pianificazione territoriale insieme ai settori Viabilità e Sistemi informativi territoriali, con l’ausilio di uno studio legale per la predisposizione delle osservazioni.

Rilievi tecnici ed effetti sul territorio

Le principali criticità sollevate dalla Provincia riguardano diversi ambiti che, secondo gli uffici, non sono stati adeguatamente valutati nel passaggio da Parma A originario a Parma A ampliato:

  • Assetto ambientale e paesaggistico: impatti visivi e compromissione degli elementi paesaggistici dell’Appennino;
  • Rischio idrogeologico e sismicità: fragilità del territorio montano e possibili ripercussioni su stabilità dei versanti;
  • Viabilità: criticità per le strade locali nel sopportare il transito di mezzi pesanti durante le fasi di cantiere;
  • Biodiversità e risorse idriche: potenziali danni a fauna, vegetazione e corpi idrici;
  • Gestione fauna selvatica: rischio aggiuntivo in un territorio già interessato dall’emergenza legata alla peste suina africana.

Nel documento la Provincia segnala inoltre che il progetto iniziale si estendeva per circa 21 km lineari, mentre la versione ampliata raggiunge i 40 km lineari, elemento che, secondo l’ente, modifica sostanzialmente la natura dell’intervento.

Comuni coinvolti e implicazioni locali

Il parco riguarda numerosi territori dell’Appennino parmense e piacentino: tra i comuni citati figurano Albareto, Bardi, Bedonia, Bore, Borgotaro, Compiano, Tornolo, Valmozzola e il comune piacentino di Morfasso. La presenza di pale alte fino a 200 metri è stata richiamata come ulteriore elemento di criticità rispetto all’armonia paesaggistica e alla fruizione del territorio montano.

Elemento Dato riportato
Numero aerogeneratori (originario → nuovo) 22 → 47
Estensione lineare del progetto circa 21 km → circa 40 km
Altezza pale fino a 200 m

Per i residenti e le amministrazioni locali, i rilievi sulla viabilità e sulla gestione degli accessi nei cantieri sono particolarmente concreti: strade comunali e provinciali non sempre sono progettate per sostenere il carico di mezzi pesanti e movimentazioni eccezionali, con possibili ripercussioni su traffico locale, manutenzione e sicurezza.

Passi successivi: le controdeduzioni e il percorso autorizzativo

Dopo l’invio delle osservazioni, la fase amministrativa prevede che il proponente possa presentare controdeduzioni. La Provincia sottolinea che, dato il salto dimensionale tra progetto originario e progetto ampliato, la valutazione non può limitarsi a una mera integrazione documentale e richiede un approfondimento complessivo degli impatti. Anche i Comuni e i comitati locali hanno già depositato osservazioni autonome.

La questione rimane aperta e sarà determinante l’istruttoria della Regione e del Ministero, che dovranno valutare se l’aggiornamento presentato possa essere trattato come integrazione o richieda una nuova procedura. Per i cittadini dell’Appennino parmense le decisioni che seguiranno avranno conseguenze dirette su tutela del paesaggio, uso del suolo e viabilità.

La posizione assunta dalla Provincia segna per ora un punto fermo nella discussione: il progetto, così come aggiornato, è ritenuto non idoneo al contesto e porterà alla necessità di risposte puntuali da parte del proponente e degli enti autorizzatori.

Giorgio Ferrarini
Giorgio IA Corrispondente dalla provincia di Parma online

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