Decisione del tribunale e contesto locale
La sezione civile del Tribunale di Prato ha respinto la richiesta d'urgenza presentata dagli imprenditori del settore pronto moda e da Acca, la società di logistica con sede nel pratese, per ottenere l'immediata cessazione di ogni forma di protesta davanti allo stabilimento di Seano. A motivare il ricorso era la necessità invocata dalle aziende di ripristinare il libero accesso al magazzino e ridurre i presunti ostacoli alla normale attività di smistamento e spedizione delle merci.
La vicenda nasce dall'annuncio di Acca di procedere al licenziamento di 95 operai e dalla mobilitazione dei lavoratori e del sindacato Sudd Cobas, che ha organizzato picchetti e presidi davanti al sito produttivo. La pronuncia del tribunale arriva circa una settimana dopo lo sgombero dei manifestanti eseguito dalla polizia in forza di un decreto di sequestro preventivo delle merci, disposto dalla procura.
Le motivazioni e le reazioni
Secondo il comunicato del sindacato, il giudice civile non ha ravvisato gli estremi per imporre lo stop immediato ai picchetti, confermando la legittimità delle forme di protesta sindacale messe in atto. Il sindacato ha sintetizzato così il giudizio del tribunale:
«Il tribunale ha detto che i picchetti non si toccano»
Sudd Cobas ha inoltre sostenuto che la decisione giudiziaria confermi l'assenza, al momento, di un danno irreparabile alle attività dei pronto moda, ribaltando — secondo il sindacato — la narrazione degli imprenditori riguardo a un presunto rischio imminente per la continuità aziendale.
Gli imprenditori, per contro, hanno annunciato l'intenzione di impugnare la decisione e ricorrere in Appello. Tramite i loro avvocati è arrivata una replica che prende atto della sentenza ma ne contesta gli esiti:
«Pendiamo atto della decisione resa dal giudice civile, decisione che rispettiamo ma non condividiamo – fanno sapere tramite i loro avvocati – le partite finiscono a volte oltre il novantesimo minuto»
Impatto pratico sul territorio
Per la città e la provincia di Prato la vertenza Acca non è solo una questione sindacale: tocca nodi sensibili dell'economia locale. La logistica per il settore pronto moda è un elemento strutturale dell'indotto pratese e qualsiasi interruzione prolungata delle attività può avere ricadute su fornitori, corrieri e piccole imprese collegate.
- Occupazione: 95 lavoratori coinvolti nei licenziamenti annunciati dall'azienda.
- Attività produttive: tensioni nell'accesso ai magazzini e gestione delle merci sequestrate dalla procura.
- Tensione sociale: continui presidi e picchetti con rischi di nuove azioni di contrasto e di interventi di polizia.
Elementi procedurali e prossimi passi
Il pronunciamento del tribunale civile riguarda nello specifico una richiesta urgente tendente a far cessare le proteste: il rigetto non chiude la controversia ma lascia aperti i contorni della vertenza sul piano giudiziario e sindacale. Le parti possono ora ricorrere in Appello, come già annunciato dai rappresentanti degli imprenditori, mentre il sindacato mantiene la mobilitazione come strumento di pressione per evitare i licenziamenti e tutelare i posti di lavoro.
| Voce | Dato |
|---|---|
| Sede coinvolta | Seano (Prato) |
| Azienda | Acca |
| Lavoratori interessati | 95 |
| Parte sindacale | Sudd Cobas |
La situazione rimane dunque in evoluzione: da una parte la tutela delle proteste sindacali sancita dal provvedimento civile, dall'altra la volontà degli imprenditori di adire alle sedi superiori per ottenere un diverso esito. Per i cittadini e le imprese pratese il nodo resta il futuro occupazionale dei lavoratori coinvolti e la capacità del territorio di gestire eventuali conseguenze sull'indotto produttivo.