Commemorazione alla presenza delle istituzioni
Una larga rappresentanza di cittadini e istituzioni locali si è raccolta a Figline per la ricorrenza della liberazione e per ricordare i 29 partigiani fucilati il 6 settembre 1944. Il corteo, partito nella serata del giorno dedicato alla memoria, ha raggiunto la piazza dove sono esposte le corde usate nell'eccidio e il monumento ai partigiani, su cui è stata deposta una corona di alloro.
Alla cerimonia hanno partecipato il sindaco di Prato, il vice prefetto e il presidente della Provincia, insieme a rappresentanti della Regione Toscana, dei Comuni dell'area pratese e di città gemellate. Presenti anche delegazioni dell'Anpi e della Diocesi di Prato, oltre ai vertici delle forze dell'ordine.
Un appello contro l'indifferenza
Nel corso dell'incontro il sindaco di Prato ha richiamato la cittadinanza sul valore concreto della memoria, mettendo in guardia dalla tentazione di trasformare la libertà in un ricordo rituale. Ha invitato a costruire «un argine di democrazia» fondato sulla Costituzione, presentando la memoria come strumento di responsabilità civile per il presente.
“È un grande onore e un’emozione immensa ritrovarci in questa piazza per la libertà della nostra città... dobbiamo costruire un argine di democrazia, di confronto e di valori basato sulla Costituzione, che è la nostra unica e vera bussola. La libertà non è un museo da visitare una volta l’anno, è un luogo in cui si va tutti i giorni.”
Chi ha partecipato
- Rappresentanti del Comune di Prato e del Consiglio provinciale
- Delegazioni della Regione Toscana e dei Comuni di Firenze, Pistoia, Signa, Lastra a Signa, Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio e Montale
- Delegazioni estere e gemellaggi: Ebensee, Wangen, Sarajevo; rappresentanza da Val Liona
- Anpi, Diocesi di Prato e forze dell'ordine
La commemorazione è proseguita poi in piazza dei Partigiani, dove sono intervenuti la presidente dell'Anpi di Prato e altre autorità per ribadire l'importanza della memoria e del suo legame con l'attualità civile.
Significato per la comunità pratese
La presenza di delegazioni locali e straniere sottolinea come la vicenda di Figline sia parte di una memoria collettiva che va oltre i confini comunali: la celebrazione richiama i cittadini a considerare il ricordo come pratica pubblica e quotidiana. Per la città la manifestazione rappresenta un momento di verifica sul livello di impegno civile richiesto per difendere i valori costituzionali in un contesto segnato da tensioni internazionali e nazionale.
| Ruolo | Presenze |
|---|---|
| Amministrazione comunale di Prato | Sindaco e gonfalone comunale |
| Provincia e Regione | Presidente della Provincia; rappresentanti regionali |
| Gemme e relazioni esterne | Delegazioni di Ebensee, Wangen, Sarajevo e Val Liona |
La cerimonia ha avuto anche una dimensione simbolica forte: il richiamo alla Costituzione come "bussola" e l'invito a non ridurre la libertà a memoria occasionale pongono alla città una domanda pratica sull'impegno civico quotidiano. Per i cittadini di Prato, la ricorrenza è dunque un momento per riflettere sulle responsabilità collettive e sul ruolo delle istituzioni nel mantenere viva la democrazia.